Carceri, eventi suicidari in diminuzione. Il report del Garante
4 Marzo 2026
Diminuiscono i suicidi rispetto al totale dei detenuti presenti. A rilevarlo è il Report sui decessi nei penitenziari italiani per il 2025 del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale (Gnpl), pubblicato oggi.
L’anno scorso si sono registrati 76 suicidi, 13 in meno rispetto al 2024 (-9,5%). Diminuiscono anche i tentati suicidi di 97 unità (da 2.078 a 1.981, -4,7%). Il report registra poi una riduzione degli atti di protesta individuale – “il calo più marcato in valore assoluto”, si sottolinea – che passano da 13.008 a 11.584 (-10,9%). In particolare diminuisce la parte più significativa di questi atti, ossia gli scioperi della fame e della sete (-17,8). In calo anche le manifestazioni di protesta collettiva, che passano da 1.461 a 1.196 (-18,1%).
Se si guarda al fenomeno dei suicidi per posizione giuridica, circa la metà delle persone, pari al 48,68%, risultava avere una condanna definitiva. Al secondo posto per indice percentuale si riconfermano le persone in attesa di primo giudizio, con il 35,53% del totale. In merito ai delitti commessi, ai primi due posti ci sono persone accusate o condannate per reati contro la persona (34, pari al 48,57%) e per reati contro il patrimonio (28, pari al 40%).Per quanto riguarda la distribuzione territoriale, dei 189 istituti penitenziari italiani, 55 hanno registrato almeno un evento suicidario, pari al 29,10% delle strutture.
A testimonianza di una connessione tra suicidi e fragilità sociale, il Garante riporta che 48 persone (63,16%), più della metà di chi si è tolto la vita, risultavano disoccupati o con occupazione precedente non rilevata. Si rileva poi l’incidenza del ‘basso grado d’istruzione’ riportato nella maggior parte dei casi (50 persone, pari – 65,79%). Dato che, sottolinea il Report, “può gravare sulle opportunità di accesso alle varie tipologie di supporto, appesantendo l’esperienza in istituto”.