Carceri: il progetto “Nessuno escluso” arriva a Teramo

Carceri: il progetto “Nessuno escluso” arriva a Teramo
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Dopo Roma e Bari, il progetto “Nessuno escluso”, realizzato da Ministero della Giustizia – Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, Lefebvre Giuffrè e Associazione Antigone, arriva alla Casa circondariale di Teramo, segnando una nuova e importante tappa del programma nazionale che vuole sensibilizzare la comunità penitenziaria intorno alla cultura giuridica e costituzionale.

Per presentare l’iniziativa e dialogare sulle tematiche più attuali legate al sistema penitenziario italiano, nell’istituto abruzzese sono giunti rappresentanti del Governo, dell’Amministrazione penitenziaria, della magistratura, delle istituzioni territoriali e del mondo accademico. Ai lavori, introdotti e moderati dal direttore delle relazioni esterne e istituzionali di Lefebvre Giuffrè Antonio Delfino, sono intervenuti la direttrice dell’istituto penitenziario Maria Lucia Avantaggiato, il consigliere della Regione Abruzzo Emiliano Di Matteo in rappresentanza del Presidente della Regione, il vicesindaco di Teramo Stefania Di Padova, il presidente del Tribunale di Sorveglianza de L’Aquila Marta D’Eramo, il provveditore regionale dell’Amministrazione penitenziaria per Lazio-Abruzzo-Molise Giacinto Siciliano, il  professore ordinario di Diritto costituzionale presso l’Università di Teramo Giuseppe Marazzita, il garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale Monia Scalera e il difensore civico dell’Associazione Antigone Elia De Caro. L’iniziativa si è conclusa con l’intervento del vicecapo del DAP Massimo Parisi.

Inaugurato a settembre 2024 nella Casa circondariale femminile “Germana Stefanini” di Roma Rebibbia e successivamente avviato nel 2025 anche nella Casa circondariale “Francesco Rucci” di Bari – dove le attività del programma hanno coinvolto oltre 100 detenuti – “Nessuno escluso” arriva ora a Teramo, confermando la progressiva espansione del progetto sul territorio nazionale, con l’obiettivo di consolidare una cultura penitenziaria sempre più consapevole, inclusiva e pienamente orientata ai valori costituzionali.

Il format prevede cinque incontri guidati da relatori esperti, con lezioni frontali incentrate su temi quali la pena nella Costituzione, la funzione rieducativa, l’uguaglianza, la dignità umana e la solidarietà. Per il progetto, inoltre, Lefebvre Giuffrè mette a disposizione le proprie risorse culturali, autoriali ed editoriali all’interno di corner collocati presso le biblioteche degli istituti in cui la popolazione detenuta può consultare le pubblicazioni in forma tradizionale e digitale.

I corner, veri e propri punti stabili di formazione e informazione, sono pensati anche per ospitare incontri periodici con docenti universitari, magistrati, rappresentanti del terzo settore e delle istituzioni al fine di approfondire particolari diritti o temi costituzionali. L’obiettivo è fornire ai detenuti le conoscenze utili per una maggiore comprensione del sistema giudiziario italiano, affinché possano raggiungere una migliore consapevolezza e una partecipazione più attiva nel proprio percorso al reinserimento nella società.

“Nessuno escluso è un’iniziativa culturale di alto valore, perché mette a disposizione dei detenuti uno spazio in cui poter consultare libri e riflettere in maniera approfondita anche sugli aspetti giuridici legati alla detenzione. Su quei diritti e su quei doveri delle persone ristrette che sono anche a fondamento del percorso di inclusione sociale. Per questo – ha dichiarato Massimo Parisi, vicecapo del DAP – ringrazio Lefebvre Giuffrè e tutti coloro che si sono adoperati per realizzare questa importante iniziativa, in particolare la Direzione dell’istituto di Teramo e tutti gli operatori che quotidianamente si prodigano perché iniziative di questo tipo possano concretamente riuscire”.

“Siamo onorati come Antigone di poter partecipare, a fianco della prestigiosa casa editrice Lefebvre Giuffrè e del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, a tale progetto che ci ricorda come la nostra Costituzione tuteli e promuova i diritti fondamentali di tutti e ponga un limite alla modalità di esercizio del potere di punire. Poter approfondire i principi della nostra Costituzione in carcere, insieme a staff e persone detenute, pone al centro un modello di penitenziario aperto all’esterno e rispettoso della dignità umana e orientato al reinserimento in società. In tal modo la cultura dei diritti crea maggiore sicurezza per tutti”, ha commentato Elia De Caro, difensore civico dell’Associazione Antigone.

“Attraverso il progetto ‘Nessuno escluso’ intendiamo contribuire in modo concreto alla diffusione della cultura giuridica e costituzionale negli istituti penitenziari, offrendo riflessioni, contenuti e strumenti qualificati, sia tradizionali che digitali, a supporto dei percorsi di reinserimento. Dopo Roma e Bari, l’avvio di questa nuova tappa presso la Casa circondariale di Teramo conferma la crescita progressiva dell’iniziativa e la volontà di trasformare il diritto in un’opportunità reale di consapevolezza e inclusione. Per Lefebvre Giuffrè questo progetto si inserisce in una visione più ampia e coerente con l’impegno che la casa editrice porta avanti da quasi cento anni: rendere il sapere giuridico sempre più accessibile e generare valore sociale”, ha dichiarato Antonio Delfino, direttore Relazioni esterne e istituzionali di Lefebvre Giuffrè.

Soddisfatta anche Maria Lucia Avantaggiato, direttrice della Casa circondariale di Teramo: “Abbiamo accolto con grande interesse il progetto che corrisponde pienamente alla propria vision gestionale: le opportunità di sviluppo culturale devono essere assicurate a tutti e questa crescita è garanzia di inclusione, di superamento delle marginalità, quali ne siano le cause. Tutto ciò è ben espresso nel titolo (Nessuno Escluso), una affermazione nelle parentesi, un simbolismo esplicativo di inclusione attraverso la crescita culturale. L’angolo di biblioteca giuridica non è solo un punto stabile di informazione, ma anche un luogo di promozione culturale ed umana, potendo ospitare incontri di approfondimento di temi costituzionali, essere occasione di incontro e di partecipazione attiva dei detenuti, su stimoli culturali offerti dal territorio, dall’Università, dalla biblioteca di Teramo, dalle tante associazioni culturali presenti in carcere. Il progetto diventa così strumento efficace di reinserimento, di contrasto della recidiva, perché ogni percorso di recupero non può che fondarsi sulla consapevolezza e la consapevolezza sulla conoscenza’’.