Carceri: inaugurato a Rebibbia il servizio di telemedicina
20 Dicembre 2021
Inaugurato nel teatro della casa circondariale di Rebibbia “Raffaele Cinotti”, il progetto “Liberi@amo la salute: telemedicina negli istituti penitenziari”, realizzato dalla ASL Roma2 “ e dal DAP – Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria. Obiettivi e prospettive dell’iniziativa sono stati descritti, a inizio lavori, dal Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e dalla ministra della Giustizia Marta Cartabia.
Attraverso le tecnologie innovative di cui si avvale il servizio di telemedicina, sarà possibile gestire i più frequenti problemi di salute della popolazione detenuta, assicurando televisite, teleconsulti telerefertazione e telemonitoraggio.
“Un progetto che rappresenta un esempio di concreta attenzione alla condizione del carcere che, alla luce dell’esperienza drammatica che stiamo attraversando con questa pandemia, attinge agli sviluppi tecnologici disponibili, per proseguire felicemente il percorso di attuazione dei valori costituzionali espressi negli articoli 3, 27 e 32 della nostra Costituzione”, ha specificato la Guardadsigilli.
“La condizione di detenzione – ha aggiunto la ministra – rende , di fatto, la tutela della salute assai difficoltosa. La telemedicina diventa così preziosa, nel realizzare i dettami dell’art. 3 della Costituzione che prevede come compito della Repubblica di rimuovere gli ostacoli che di fatto impediscono la piena realizzazione dei valori costituzionali e che spesso scaturiscono da problemi di natura organizzativa”
Marta Cartabia ha sottolineato anche come “Concretezza e valori costituzionali”. parole chiave del progetto di telemedicina. anticipino “lo stile del lavoro svolto dalla Commissione per l’innovazione del sistema penitenziario, che ho voluto istituire presso il Ministero allo scopo di migliorare la vita quotidiana in carcere e che sta per terminare i suoi lavori”.
Il sistema di erogazione del servizio è stato illustrato, in un breve video, da Francesco Rocco Pugliese, direttore sanitario della ASL Roma 2. Tramite un apparato di videoconferenza i medici penitenziari potranno condividere parametri vitali, immagini ed esami diagnostici effettuati in carcere con colleghi specialisti dell’ospedale Sandro Pertini, che li supporteranno da remoto nella formulazione della diagnosi, nelle scelte terapeutiche o nell’eventuale decisione di un trasferimento in ospedale. Un processo che consente di ottimizzare le risorse ma, in primo luogo, di superare alcuni rallentamenti dovuti alla logistica organizzativa delle carceri, assicurando una presa in carico del paziente più completa e tempestiva.
“Dal Polo penitenziario di Rebibbia – ha detto Nicola Zingaretti – parte un progetto innovativo che avrà impatti positivi, da subito, nella gestione dei problemi di salute dei pazienti detenuti , che sarà possibile replicare nelle altre strutture detentive del Lazio. È un modo per dimostrare che l’innovazione si rivolge a tutti i cittadini che sono ugualmente difesi dal diritto costituzionale. È bello e importante che proprio qui a Rebibbia nasca un pezzo della sanità del futuro e un nuovo modello di garanzia del diritto alla salute delle persone”.
L’importanza di estendere il modello a tutti gli istituti penitenziari è stata ribadita anche dal il vice Capo Dipartimento dell’amministrazione Penitenziaria Roberto Tartaglia. “Già a partire dall’insediamento dei nuovi vertici del Dap, nel maggio 2020, in piena pandemia, uno dei primi pensieri è stato proprio quello delle prospettive e delle opportunità che ci avrebbe offerto un sistema efficiente di telemedicina” ha ricordato Tartaglia, che ha sottolineato inoltre come “tra le tante decisioni che riguardano la politica penitenziaria, spesso molto divisive, questo progetto contribuisce a rendere più efficiente e sicura l’organizzazione penitenziaria, perché un valido servizio di telemedicina garantisce il diritto dei detenuti alla salute e al tempo stesso significa meno scorte, meno traduzioni e concentrazioni di risorse in altri servizi”.
Presenti all’incontro, introdotto, dopo i i saluti della direttrice della casa circondariale Rossella Santoro, il direttore generale ASL Roma Giorgio Casati, Carmelo Cantone, provveditore regionale dell’Amministrazione penitenziaria, il direttore del centro Nazionale Telemedicina dell’Istituto superiore di Sanità Francesco Gabrielli, il Garante dei diritti dei detenuti della Regione Lazio Stefano Anastasia e il Presidente dell’ordine dei medici di Roma Antonio Magi.
IN ALLEGATO IL COMUNICATO CONGIUNTO