Carceri, negli istituti umbri e toscani si produrrà musica digitale

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I detenuti degli istituti penitenziari toscani e umbri potranno apprendere linguaggi e tecniche per la produzione di musica elettroacustica digitale e di arte multimediale. E’ quanto prevede il protocollo d’intesa tra il Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria di Toscana-Umbria e il Conservatorio Statale di Musica “Luigi Cherubini” firmato stamane a Firenze.

 Si tratta della prima convenzione sul territorio nazionale tra il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e un’Istituzione AFAM – Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica per lo svolgimento di un’attività destinata a persone detenute.

Il programma proposto dal Conservatorio e curato da Alfonso Belfiore, coordinatore del Dipartimento Nuove tecnologie e linguaggi musicali consiste in un’articolata attività culturale con particolare riferimento “ai legami intercorrenti fra musica, tecnologia, psiche, percezione, scienza e le nuove tecnologie informatiche e digitali”. Un percorso da attuare tramite un laboratorio permanente della durata di non meno di 3 ore settimanali di ascolto, studio e produzione musicale.

Rilevante anche la valenza inclusiva dell’attività, sottolineata dal Provveditore Pierpaolo D’Andria, che ha ringraziato tutti i soggetti sostenitori della progettualità e ribadito la necessità di “promuovere e favorire la collaborazione tra amministrazione penitenziaria e istituzioni del territorio per garantire interventi ad alto impatto in favore dell’inclusione delle persone detenute”.

maestro pucciarmati e prap d'andria
Il Maestro Giovanni Pucciarmati e il provveditore Pierpaolo D’Andria firmano il protocollo

La ricaduta in termini concreti sugli obiettivi socioculturali del percorso sarà oggetto di un’analisi specifica da parte di Filippo Giordano, professore associato di Economia Aziendale dell’Università LUMSA di Roma ed esperto di valutazione d’impatto di progetti di inclusione sociale.

L’iniziativa è frutto della collaborazione di diverse realtà pistoiesi. Promossa dall’associazione ARTMONIA, che ha messo a disposizione l’utilizzo della strumentazione multimediale e tecnologica, è stata sostenuta da Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia, Società della Salute e Far.com-Farmacie comunali.

“Non posso non esprimere la mia personale soddisfazione per un’iniziativa che, per la prima volta in Italia, unisce istituzioni dello Stato e del patrimonio culturale italiano come il carcere e il Conservatorio Cherubini di Firenze – ha commentato Il Capo Dipartimento Bernardo Petralia – La musica attraverso lo strumento digitale e nel suo aspetto più moderno può rivestire grande interesse soprattutto fra la popolazione reclusa più giovane e riuscire in tal modo a essere una leva ancora più efficace per la riabilitazione della persona detenuta all’interno della società”.