Carceri: Nordio, Italia all’avanguardia nella lotta alle mafie

Carceri: Nordio, Italia all’avanguardia nella lotta alle mafie
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“Gli istituti penitenziari rappresentano il luogo primario nel quale le esigenze relative alla repressione del crimine si devono espletare. La normativa antimafia e quella penitenziaria sono due fiori all’occhiello della legislazione italiana. In questo settore, l’expertise italiano è all’avanguardia: siamo stati i primi a subire l’influenza della criminalità organizzata, ma proprio per questo siamo stati i primi a predisporre gli strumenti normativi e investigativi per porvi contrasto”. Così il ministro della Giustizia Carlo Nordio nel saluto di apertura alla Conferenza sulla criminalità organizzata nelle carceri 2025 – Innovazione, intelligence e collaborazione internazionale, in corso a Roma.

Nel suo intervento, il Guardasigilli ha ricordato come “nel contrasto al crimine organizzato siano coinvolti il governo e la magistratura italiana” e ha ripercorso le tappe fondamentali che hanno permesso la messa a punto di importanti strumenti  di contrasto alle mafie: la legge Rognoni-La Torre del 1982 che definisce l’associazione mafiosa; la creazione della Direzione Nazionale Antimafia; l’art. 41 bis dell’Ordinamento Penitenziario, il regime carcerario speciale introdotto nel 1992 “per tagliare la connivenza tra mafiosi detenuti e mafiosi compartecipi esterni”, reso permanente nel 2002 e, infine, il Codice delle leggi antimafia nel 2011, “stella polare della nostra legislazione contro la criminalità organizzata”.

“Le stragi di Capaci e via d’Amelio – ha sottolineato il Ministro – spinsero il governo a introdurre un regime speciale per i detenuti per reati di mafia, finalizzato a recidere i collegamenti con l’esterno. Un istituto estremamente rigoroso, che è diventato fonte di studio e d’ispirazione per molti altri Stati. Di recente colleghi francesi sono venuti in Italia per imparare e hanno ammesso che il nostro sistema funziona. Fruttuose collaborazioni sono in essere per questo anche con Brasile e Venezuela. Tutto il mondo – ha concluso Nordio – riconosce che siamo all’avanguardia nella lotta alla criminalità organizzata”.

La Conferenza, che si concluderà domani, è organizzata congiuntamente dal ministero della Giustizia – dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, dal ministero della Giustizia e della Sicurezza olandese e da EuroPris, l’organizzazione dei servizi penitenziari fondata nel 2011 che mette in contatto i professionisti del settore in tutta Europa.

L’incontro riunisce esperti e politici sul tema della lotta alla criminalità organizzata nelle carceri, un problema che continua a minare l’integrità dei sistemi penitenziari in tutta Europa e che occorre affrontare rafforzando la cooperazione internazionale e lo scambio di pratiche, informazioni e intelligence. Per il dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria intervengono il direttore generale dei Detenuti e del Trattamento Ernesto Napolillo, il direttore del Nucleo investigativo centrale (Nic) Ezio Giacalone, il vicedirettore generale del Personale Augusto Zaccariello e il direttore della Divisione impianti di sicurezza, sistemi antidrone e innovazione tecnologica Antimo Cicala.

Fra i temi oggetto di approfondimento, gli effetti della criminalità organizzata sulle operazioni carcerarie, sulla sicurezza dei detenuti e sul benessere del personale; la valutazione di infrastrutture specializzate; le strategie di gestione e i protocolli di sicurezza progettati per contenere i detenuti ad alto rischio e prevenire il coordinamento di attività criminali all’interno delle carceri. Uno sguardo importante sarà dedicato inoltre agli strumenti digitali, ai sistemi di sorveglianza e alle innovazioni tecnologiche che supportano il rilevamento di droni, il monitoraggio, il jamming dei telefoni e l’interruzione di attività illecite.

La Conferenza italiana, che segue il successo dell’edizione ospitata da Spagna e Paesi Bassi nel 2023, servirà infine a migliorare la raccolta e l’analisi di informazioni di intelligence penitenziaria nonché a rafforzare la collaborazione transfrontaliera, lo scambio di informazioni e l’allineamento delle politiche tra le istituzioni giudiziarie europee per affrontare più efficacemente la criminalità organizzata nelle carceri.