Cartabia a Napoli per l’Udp: “Realtà difficile ma deve farcela”

Sala Arengari - Napoli
FacebookTwitterWhatsAppEmailCopy Link

Incontro nel Nuovo Palazzo di Giustizia di Napoli tra la ministra della Giustizia Marta Cartabia e i capi degli uffici giudiziari della Corte di appello partenopea per parlare dell’Ufficio del processo e per analizzare le criticità giudiziarie affrontate da questo distretto.

“Sono qui per conoscere le problematiche dalla viva voce e vedere i luoghi dove avvengono, ma anche come segno di una vicinanza e di un’attenzione particolare che il Ministero ha verso le realtà più difficili. Non si vanno a curare i sani, qualunque medico si avvicina più a un paziente grave. Qui c’è un paziente grave” – ha esordito la Ministra  nel corso dell’incontro con i vertici.
“Napoli – ha spiegato – deve essere messa in condizioni di poter garantire ai suoi cittadini un’adeguata risposta giudiziaria. Io sono venuta qui per questo, per offrire concretamente tutto il supporto necessario che il Ministero può dare. Napoli ce la deve fare, è una terra piena di risorse intellettuali, culturali; le preoccupazioni di ambiti di impunità, che qui sono intollerabili più che in altri posti, sono le mie preoccupazioni.

Sala Arengari - Napoli

Di fronte ai difficili numeri della Corte d’appello napoletana su pendenze (57 mila), tempi di definizione dei giudizi e trasmissioni degli atti, la Ministra si è domandata se si può rimanere inerti e fermi di fronte a una Giustizia che “non è un Frecciarossa” ma che va aiutata. La Guardasigilli ha poi assicurato che il Governo si “metterà in moto” per rispondere alle problematiche segnalate dai capi degli uffici giudiziari in relazione a processi pendenti e personale.
“Sono venuta qui – ha aggiunto Cartabia – pur sapendo che sarei andata a incontrare la realtà più complessa e difficile d’Italia, quella con maggiori problemi. Ma se l’Italia non rinasce da qui e non riparte da qui, non ce la farà da nessuna parte. I problemi da affrontare sono enormi. Dobbiamo affrontarli insieme”.

L’Ufficio del processo in questo caso può aiutare molto: 16.500 assunzioni di giovani giuristi, al servizio di ogni ufficio. Inoltre, altre 5.410 assunzioni di figure tecniche si aggiungeranno a quelle degli assistenti giuristi. “Tante assunzioni tutte insieme non si erano mai viste prima. Degli aspetti tecnici di questo progetto, altri vi parleranno. Io voglio solo ricordare quello che, numeri alla mano, in altri uffici già mi hanno mostrato: l’Ufficio del processo dove c’è e funziona innesca un dinamismo virtuoso. Anche nella definizione più celere dei procedimenti. Ma occorre organizzarsi per tempo, occorre prepararsi, trovare gli spazi, elaborare progetti ai quali destinare queste importanti risorse” ha ribadito la ministra.

Parlando poi del Recovery, ha sottolineato come esso rappresenti un’occasione unica: “Non possiamo stare fermi, – ha detto ancora – abbiamo occasione di metterci in moto anche perché mai come in questo momento sono state mobilitate tante risorse che possono far fronte ai problemi”.

“Non stiamo pensando di accorciare i tempi del processo solo con la tagliola della prescrizione” ha aggiunto. “In questi giorni mi raccontavano del desiderio di alcuni magistrati in età pensionabile di mettersi a disposizione e non so se sarà possibile, ma è un’altra idea: una task force di solidarietà nazionale, sempre che ci sia disponibilità “. E tra le misure che Cartabia indica per accorciare i tempi del processo ci sono altri concorsi per le cancellerie e l’innovazione tecnologica. “Stiamo lavorando moltissimo – dice -per il miglioramento dei servizi esistenti e per sviluppare nuovi prodotti. Abbiamo bisogno di supporti informatici al passo coi tempi”.

La ministra Cartabia nel pomeriggio sarà all’Università Federico II per presentare  l’Ufficio del processo e successivamente visiterà il Tribunale di Napoli Nord, ad Aversa (Caserta).

Allegati