Cartabia, “Con Ufficio per il processo cambia paradigma al lavoro”

Webinar sull'Ufficio per il processo
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L‘Ufficio del processo come “cuore del cambio di paradigma che la giustizia italiana sta compiendo nell’obiettivo di arrivare  non solo ad un servizio più tempestivo, ma anche ad un mutamento del modo di lavorare, con la figura del giudice non più sola ma supportata da un team”.

Con queste parole la ministra della Giustizia Marta Cartabia ha sottolineato ancora una volta  l’importanza dell’Ufficio del processo, in occasione del webinar “Efficienza e innovazione nella giustizia: i bandi per l’Ufficio del processo organizzato dal Ministero in collaborazione con la Crui per illustrare le occasioni offerte dai concorsi aperte nelle scorse settimane.

“Stiamo passando da un sistema in cui il giudice è solo, con un lavoro squisitamente individuale, all’idea del giudice e del suo ufficio che ha un team a sua disposizione che lo supporta. C’è un
cambiamento importante che si sta diffondendo negli uffici giudiziari italiani”, ha spiegato la Guardasigilli, ricordando che il primo bando riguarda il reclutamento dei primi 8.500 laureati in giurisprudenza e in altre discipline.

Per la ministra “in questo cambio di paradigma il rapporto tra Sistema giustizia e Università è decisivo e in varie direzioni. Siamo interessati a portare avanti sinergicamente questo cambiamento, non solo perché l’ufficio del processo è una grandissima occasione per giovani laureati per affacciarsi in un modo nuovo nel mondo del lavoro giuridico, ma anche perché quando si cambia paradigma bisogna progettare bene questo cambiamento attraverso un’immagine diversa dell’organizzazione del lavoro” ha aggiunto.

Il webinar ha visto la partecipazione di Raffaele Piccirillo, Capo di Gabinetto del Ministro della Giustizia; Ferruccio Resta, Presidente della Conferenza dei Rettori Italiani; Gian Luigi Gatta, Consigliere della Ministra per le libere professioni; Barbara Fabbrini, Capo del Dipartimento dell’Organizzazione giudiziaria del personale e dei servizi; Andrea Montagni, Direttore Generale dei Magistrati; Francesco Cottone, Direttore della Direzione Generale per il coordinamento delle politiche di coesione del Ministero; Paola Giannarelli, Direttore dell’Ufficio II della Direzione Generale per il coordinamento delle politiche di coesione.

Durante l’incontro sono state affrontate tematiche inerenti i due bandi attualmente aperti: uno in scadenza il 23 settembre avente ad oggetto il reclutamento di 8.171 giovani giuristi con contratti a tempo determinato, con funzione di supporto all’attività dei magistrati. La selezione avverrà tra laureati con particolare riferimento a quelli delle aree giuridica, economica e politico-sociale. Un successivo bando avrà ad oggetto un secondo contingente di addetti all’Ufficio per il Processo di analoga consistenza. Accanto al reclutamento di questi complessivi 16.500 addetti, saranno immesse in servizio, per contribuire all’abbattimento dell’arretrato e supportare le altre linee di progetto in materia di digitalizzazione e edilizia giudiziaria, anche ulteriori 5.410 unità di personale diplomato e laureato con diverse qualifiche tecniche e giuridico-amministrative.

Il secondo bando invece riguarda un avviso, per un finanziamento di oltre 50 milioni di euro, rivolto alle Università. L’obiettivo è sostenere progetti, volti a rendere più efficiente il sistema giustizia, in collaborazione con gli uffici giudiziari del territorio.