Catania, nasce il nuovo Polo della giustizia minorile

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Prende concretamente avvio a Catania il percorso che porterà alla realizzazione del nuovo Polo della giustizia minorile della città con l’Educandato “Regina Elena”. La cerimonia segna un momento significativo nel processo di riqualificazione di uno storico edificio destinato a diventare un punto di riferimento per la tutela dei minorenni e per l’amministrazione della giustizia minorile nel territorio siciliano.

La struttura ospiterà il Tribunale per i minorenni di Catania, la Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni e il Centro di prima accoglienza del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità, consentendo di concentrare in un’unica sede le principali funzioni giudiziarie e amministrative dedicate ai minorenni. La nuova organizzazione favorirà una maggiore integrazione tra le istituzioni coinvolte e contribuirà a rendere più efficaci i servizi rivolti ai ragazzi e alle loro famiglie.

L’operazione rappresenta inoltre una tappa storica per il Ministero della Giustizia: il nuovo Polo della giustizia minorile sarà realizzato nel primo immobile acquistato dal Ministero negli ultimi cinquant’anni.

Alla cerimonia, moderata dalla giornalista Laura Di Stefano, hanno partecipato autorità civili, militari e religiose, rappresentanti delle istituzioni nazionali, regionali e locali e degli enti coinvolti nel progetto, a testimonianza del valore dell’iniziativa per la città di Catania e per l’intero sistema della giustizia minorile.

(credit: Ministero)
(credit: Ministero della Giustizia)

Dopo l’apertura dei lavori, i saluti istituzionali sono stati affidati al Sottosegretario di Stato al Ministero della Giustizia, Andrea Ostellari, al Capo del dipartimento per la giustizia minorile e di comunità, Antonio Sangermano, al Presidente del tribunale per i minorenni di Catania, Roberto Di Bella e alla Procuratrice della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Catania, Carla Santocono.

Il Sottosegretario Andrea Ostellari ha sottolineato come si tratti di “un risultato importante, nato dal lavoro comune tra istituzioni, territorio e persone che hanno creduto in un obiettivo: dare un futuro diverso ai giovani che oggi sono legati al mondo criminale e alle loro famiglie”.

Ha quindi proseguito dichiarando che “Grazie all’impegno del Ministero della Giustizia, questo edificio diventa oggi un presidio di legalità, prevenzione e contrasto alla mafia, con al centro percorsi seri di responsabilità e recupero”.

Infine, ha evidenziato che si tratti di “un grande investimento che non riguarda solo gli spazi ma che, con l’iter per convertire in legge il protocollo Liberi di scegliere, contribuisce a spezzare le catene che legano i clan al futuro dei ragazzi e a costruire quello di un’intera comunità”.

“Liberi di scegliere”, via libera unanime della Camera

Il Presidente del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità, Antonio Sangermano, ha evidenziato come “il rafforzamento della giustizia minorile rappresenti una priorità per il Ministero della Giustizia”. Pur ricordando che “gli interventi di edilizia giudiziaria e la realizzazione dei palazzi di giustizia rientrano nelle competenze del Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria”, il Presidente Sangermano ha sottolineato “l’importanza strategica che strutture moderne e funzionali rivestono per garantire un’efficace amministrazione della giustizia minorile e assicurare ai magistrati, agli operatori e ai servizi condizioni adeguate allo svolgimento delle proprie funzioni”.

Sangermano ha inoltre dichiarato che “la costante attenzione del Sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari e del Ministero nei confronti della giustizia minorile testimonia la rilevanza attribuita a questo settore prioritario dell’amministrazione della giustizia”. Il Presidente del Dipartimento ha quindi evidenziato come “investire in strutture dedicate significhi rafforzare un presidio fondamentale dello Stato in un ambito particolarmente delicato, nel quale la tutela dei minorenni e la promozione dei loro percorsi di crescita rappresentano una priorità istituzionale condivisa”.

Sono seguiti gli interventi delle autorità presenti, con i contributi del Presidente della Corte d’Appello di Catania, Antonino Liberto Porracciolo, del Direttore Generale della direzione generale delle risorse materiali e delle tecnologie, Andrea Petteruti, e del Direttore Regionale Sicilia dell’Agenzia del Demanio, Silvano Arcamone. La cerimonia è proseguita con la consegna ufficiale dell’immobile, la benedizione della struttura, affidata a Monsignor Vincenzo Branchina, Vicario Generale dell’Arcidiocesi di Catania, e il successivo taglio del nastro inaugurale, che ha sancito simbolicamente l’avvio del nuovo Polo della Giustizia Minorile.

 

(taglio del nastro credit: Ministero)
(taglio del nastro credit: Ministero della Giustizia)

L’Educandato “Regina Elena”, in via Cifali 61, è stato per decenni un luogo dedicato all’educazione e all’assistenza dei minori. Grazie al percorso amministrativo avviato dalla Regione Siciliana e conclusosi con l’acquisizione dell’immobile da parte del Ministero della Giustizia, l’edificio conserverà la propria vocazione sociale, diventando sede delle istituzioni impegnate nella tutela dei minorenni e nell’amministrazione della giustizia minorile.

L’accordo per l’acquisto dell’immobile da parte dell’Agenzia del Demanio è stato sottoscritto nel 2025 dal Direttore regionale per la Sicilia, Silvano Arcamone, e dal Commissario straordinario dell’Ipab “Educandato Regina Elena e Conservatori Raggruppati”, Venerando Cacciola, alla presenza del Presidente del Tribunale per i Minorenni di Catania, Roberto Di Bella, e della Procuratrice della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Catania, Carla Santocono.

L’acquisizione dell’Educandato “Regina Elena” conclude un articolato percorso amministrativo avviato nel 2019, che ha consentito di preservare la destinazione pubblica e sociale di un immobile di rilevante valore storico e architettonico. L’intervento restituisce alla città una struttura destinata a continuare la propria originaria vocazione di tutela dell’infanzia e dell’adolescenza, assicurando al contempo al Tribunale per i Minorenni di Catania una sede adeguata alle funzioni istituzionali che è chiamato a svolgere.

L’iniziativa si inserisce in un più ampio quadro di interventi a sostegno della tutela dei minorenni e della prevenzione della devianza. In questo contesto si colloca anche la legge “Liberi di scegliere”, ispirata all’omonimo protocollo sottoscritto anche dal Ministero e promosso dal Presidente del Tribunale per i minorenni di Catania, Roberto Di Bella, che ha introdotto un modello innovativo di protezione dei minori provenienti da contesti di criminalità organizzata.

La legge offre ai figli di appartenenti alle organizzazioni mafiose la possibilità di intraprendere percorsi educativi, formativi e di inclusione sociale alternativi, nei casi in cui il contesto familiare risulti gravemente pregiudizievole per la loro crescita. L’obiettivo dell’intervento non è colpire la famiglia biologica, ma interrompere la trasmissione dei modelli culturali mafiosi e di quella che il Presidente Di Bella ha definito una “pedagogia del male”, offrendo ai ragazzi una concreta opportunità di costruire un futuro libero dai condizionamenti della criminalità organizzata.

Catania: cerimonia per la nuova sede del Polo di Giustizia minorile