Catanzaro, vigneto di 15000mq per i detenuti della casa circondariale

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Attività all’aria aperta per favorire la socialità e per trovare anche un nuovo inserimento lavorativo. Punta su questi obiettivi il lavoro dell’ istituto di reclusione di Catanzaro, che ad oggi vanta un orto urbano e due vigneti. “Siamo partiti anni fa – commenta la direttrice, Angela Paravati – con una serie di iniziative.
Il nostro orto urbano biologico, che ha ricevuto anche una certificazione ufficiale, oggi funge anche da supporto terapeutico per i detenuti dell’articolazione della salute mentale. Successivamente è stata bonificata un’area di circa 3000mq al cui interno è stato creato un vigneto, che ha prodotto i primi risultati l’anno scorso”.

Da queste, positive, esperienze è nato l’ultimo, ben più grande, progetto: “Abbiamo verificato che tali proposte sono di grande beneficio per i detenuti e, quindi, abbiamo deciso di utilizzare un’area di quasi 15000mq come ulteriore vigneto. Preliminarmente lo spazio è stato bonificato, grazie alla collaborazione degli agenti di Polizia Penitenziaria che si occupano della manutenzione del fabbricato. Probabilmente il prossimo anno avremo un enorme quantità di vino da produrre, il che comporterà un impegno di numerosi detenuti”. L’obiettivo finale, molto ambizioso: “Creare lavoro per gli ospiti dell’istituto di pena che saranno destinati alla raccolta delle uve e alla produzione del vino, in sinergia con l’azienda vinicola dell’Aera e con l’azienda regionale Calabria Verde“.

La vicenda ha anche un risvolto umano molto particolare: “E’ stata una enorme soddisfazione vedere i detenuti prestare tanta cura ai progetti in cui erano impegnati. Si sono riappropriati di odori e profumi che, magari, in stato di privazione della libertà, possono essere dimenticati”.