Cdm approva riforma civile
“Processi più semplici e rapidi”

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Il Consiglio dei ministri, riunitosi ieri sera, ha approvato un disegno di legge di delega al Governo per l’efficienza del processo civile e per la revisione della disciplina degli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie.

La riforma è stata presentata in conferenza stampa dal Guardasigilli Alfonso Bonafede e dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Gli obiettivi dell’intervento sono la semplificazione, una maggiore speditezza e la razionalizzazione delle procedure, salvaguardando il rispetto delle garanzie del contraddittorio.

I punti focali del provvedimento sono stati illustrati da Bonafede:  “Si passa da tre riti a un rito e ci sarà un solo atto introduttivo: il ricorso. Si dispone che anche il processo davanti al giudice di pace si svolga sul modello di quello davanti al tribunale in composizione monocratica, eliminando il tentativo obbligatorio di conciliazione. Inoltre, il perimetro della causa verrà definito 10 giorni prima che le parti compaiano davanti al giudice. Verranno eliminati i tempi morti, con la riduzione del numero delle udienze e l’eliminazione dell’udienza di precisazione delle conclusioni. Ridotti anche i casi in cui il tribunale giudicherà in composizione collegiale, modello che verrà applicato anche al rito collegiale e a quello d’appello”. Tra le altre novità introdotte dal disegno di legge la riduzione dei tempi del processo, attraverso la compressione dei termini per lo svolgimento delle varie fasi e l’obbligo, da parte del giudice, quando provvede sulle istanze istruttorie, di predisporre il calendario delle udienze e per le parti, l’obbligo di deposito dei documenti e degli atti esclusivamente con modalità telematiche. “Sarà tutto digitalizzato, e sulla digitalizzazione – ha precisato il Guardasigilli Bonafede – verrà fatto un vero investimento. Nel codice di procedura civile ci saranno meno regole valide per tutti i processi”.

In materia di espropriazione immobiliare, vengono introdotte nuove norme che puntano da un lato a una maggior tutela del debitore, dall’altro alla riduzione dei tempi e dei costi, a vantaggio del creditore, con la previsione che il debitore possa essere autorizzato dal giudice a vendere direttamente il bene pignorato.

Alcune previsioni riguardano, invece, la procedura per lo scioglimento delle comunioni, che risulta oggi tra quelli con durata più lunga: “Poiché lo strumento della mediazione si è rivelato in questa materia particolarmente efficace, si introduce uno speciale procedimento di mediazione, che dovrà essere condotto da un mediatore, avvocato o notaio, iscritto in uno speciale elenco e si prevede che, in caso di esito negativo della mediazione, la relazione finale redatta dal mediatore sia assunta come base per il successivo procedimento contenzioso”.

Nel testo di riforma sono previste anche sanzioni per chi intraprende cause temerarie: “Chi fa una causa temeraria o resiste in una causa temeraria – ha spiegato Bonafede – non solo paga il risarcimento ma deve versare una sanzione alla Cassa per le ammende”.