Cdm: stretta nel contrasto a frodi Iva transnazionali e contrabbando

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Inasprimento delle sanzioni a carico delle società che commettono (o tentano) frodi Iva oltre la soglia dei 10 milioni di euro a livello transnazionale e stretta sui reati che determinano un danno al bilancio dell’Unione Europea.

E’ questo il contenuto dello schema di decreto legislativo approvato, su proposta del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede e del ministro per gli Affari europei Vincenzo Amendola, durante la riunione del Consiglio dei Ministri di ieri a Palazzo Chigi. Il provvedimento attua la direttiva (UE) 2017/1371, riguardante la lotta contro le frodi che danneggiano gli interessi finanziari dell’Unione.

Nel dettaglio, il decreto modifica la disciplina dei reati tributari sulla responsabilità amministrativa delle società per i reati commessi dalle persone fisiche nel loro interesse o vantaggio. Risulta ampliato il catalogo dei reati tributari per i quali è considerata responsabile anche la società (ai sensi del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231) includendovi i delitti di dichiarazione infedele, di omessa dichiarazione e di indebita compensazione. Viene estesa anche la responsabilità delle società rispetto ai delitti di frode nelle pubbliche forniture, al reato di frode in agricoltura.

In materia di contrabbando, quando il danno inflitto all’Ue supera la soglia di 100.000 euro, vengono introdotte un’aggravante e la responsabilità amministrativa.

Il decreto interviene, infine, su alcune fattispecie di corruzione, considerando anche i casi in cui siano sottratti denaro o utilità al bilancio dell’Unione o ad altri suoi organismi, con danno superiore a 100.000 euro con la pena massima aumentata fino a 4 anni di reclusione e si estende la punibilità a titolo di corruzione dei pubblici ufficiali e degli incaricati di pubblico servizio di Stati non appartenenti all’Unione europea, quando i fatti ledono o pongono in pericolo gli interessi finanziari dell’Unione.