Cesare Addamurì ancora alle Idi di Marzo
14 Marzo 2025
“Ormai sono attori professionisti anche se svolgono altre attività ”. Fabio Cavalli, attore, autore, produttore, docente universitario, ma soprattutto, fondatore e regista del Teatro Libero di Rebibbia, definisce così gli ex detenuti attori formatisi nei tanti laboratori e spettacoli nel corso di 22 anni di attività. “Professionalità che si esprime anche nel fatto che quando chiamiamo per una nuova performance anche chi è in libertà è disponibile a ricomporre il gruppo e a tornare sul palcoscenico” aggiunge Cavalli.
Insolito e suggestivo il prossimo palcoscenico, quello dell’Area Sacra romana di largo di Torre Argentina, dove sabato 15 marzo alle 17 la compagnia si esibisce in ‘Cesare Addamurì’, rappresentazione dal vivo di alcuni brani tratti dalla rilettura cinematografica di ‘Cesare deve morire’. Adattato per il cinema da Fabio Cavalli, autore dell’opera teatrale e diretto dai fratelli Taviani, nel 2012 il film vinse l’Orso d’oro alla Berlinale, un David di Donatello, un Nastro d’Argento e ottenuto molti altri riconoscimenti internazionali. L’iniziativa rientra nella celebrazione delle Idi di Marzo curata dal Gruppo storico romano e quest’anno interamente dedicata alla figura di Gaio Giulio Cesare.
“ Il pubblico potrà assistere dalle balaustre mentre noi ci esibiremo nel tempio C, non in costume, ma vestiti di nero. Una rievocazione in costume si terrà, invece, nella mattinata” spiega il regista.
Al successo del film contribuirono, al tempo, anche le interpretazioni degli attori, in primo luogo quella di Cosimo Rega, un Cassio di grande spessore, scomparso nel 2022. “Nell’occasione vogliamo però ricordarlo” sottolinea Cavalli “A Cosimo dedichiamo la prova generale dello spettacolo che terremo per gli studenti dell’Università di Roma 3. Il personaggio di Cassio sarà affidato a Giacomo Silvano”.

Il tormentato personaggio di Bruto, interpretato nel film da Salvatore Striano, oggi attore, regista e scrittore a tempo pieno (Gomorra e Ariaferma, tra le sue interpretazioni più note) è stato invece assegnato ad Alessandro Marverti, attore ‘libero’ di cinema e teatro. Nel ruolo di Cesare ritroviamo Giovanni Arcuri, mentre Juan Dario Bonetti, Decio nella versione cinematografica, vestirà i panni di Marcoantonio. Maurilio Gioffreda sarà Ottaviano e un altro componente storico della compagnia, Leonardo Ligorio, interpreterà Metello.
“Il gruppo sarà integrato da due interpreti d’eccezione – rivela Cavalli – che in realtà si sono già prestati nella rappresentazione su Dante al teatro Argentina. Sono i parlamentari Raffaele Bruno, nel ruolo dell’indovino, e Federico Mollicone in quello di Cicerone. Di Bruno conosciamo tutti l’impegno nel promuovere l’attività teatrale nelle carceri e l’onorevole Mollicone ha dimostrato molto interesse per la nostra attività, al punto da mettersi in gioco in scena“.
Dunque il teatro carcere sta attraversando un buon momento? “Direi di sì – conferma Cavalli – a fronte di iniziative severe sul fronte della criminalità, avverto attenzione da parte della politica e delle istituzioni sul versante della promozione delle attività culturali in carcere, in generale, e del teatro in particolare”. Un interesse a confermato anche dal prossimo appuntamento istituzionale, la rappresentazione di ‘Cesare Addamurì’ 1° aprile nell’Aula Magna della Corte di Cassazione.