Il Guardasigilli firma:
“Perseguire Chaanbi”
7 Febbraio 2019
Ha ucciso la moglie, madre di due figli, e poi è fuggito dall’Italia per raggiungere il suo paese natale, la Tunisia, dove però, è stato arrestato venerdì scorso. Si è così interrotta la latitanza di Chaanbi Mootaz, classe ’81, dichiarato colpevole in appello di omicidio volontario aggravato nei confronti di Daniela Bani, condannato a 30 anni di reclusione e latitante dal giorno dell’assassinio, il 22 settembre 2014, avvenuto a Palazzo Sull’Oglio, nel Bresciano. Oggi il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, ha firmato la richiesta di perseguimento penale in Tunisia per il presunto omicida.
La convenzione bilaterale che regola i rapporti fra Italia e Tunisia, firmata a Roma il 15 novembre del 1967, non consente l’estradizione ma statuisce che, in caso di reati riconosciuti da ambedue gli stati, si possa fare domanda per perseguire i cittadini che hanno commesso crimini nell’altro Stato. Nella richiesta firmata da Bonafede e inviata per i canali diplomatici alle autorità tunisine, si sottolinea che, “in caso di condanna, qualora per il reato di omicidio volontario aggravato sia previsto nell’ordinamento giuridico tunisino la pena capitale, tale pena non venga applicata ovvero sia oggetto di commutazione in una pena detentiva”.