Chiavari, la musica porta “Il cielo in una stanza” con il rapper Sayf

"Il cielo in una stanza", documentario con il rapper Sayf girato nella casa di reclusione di Chiavari
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“Qui nella stanza il cielo, anche se ascolto Gino Paoli, non si vede. Lo immagino. Spero che un giorno quel cielo possa essere anche dentro di me, in cella”, scrive un detenuto nella casa di reclusione di Chiavari. A leggere il suo pensiero è il rapper Sayf, protagonista del documentario “Il cielo in una stanza”, girato all’interno del carcere ligure. Scritto dal giornalista e autore Claudio Cabona e diretto dal regista Yuri Dellacasa, il corto racconta il laboratorio musicale attivo nell’istituto.

Sayf è stato l’ultimo ospite del ciclo di incontri che ha visto una grande partecipazione delle persone recluse. Probabilmente perché, come dice Claudio Cabona all’inizio del documentario, “una canzone non è solamente qualcosa da ascoltare, ma può essere uno specchio, un rifugio, una porta aperta sulle nostre emozioni, sui nostri ricordi e sulle nostre esperienze personali”.

Il corto si apre con l’incontro dei reclusi con il rapper. Parte la riflessione sul concetto di libertà, e a spiccare è una risposta: “È un fuoco spento dentro di noi, e si accende solo in caso di negazione di essere o fare”, scrive un detenuto. La libertà vive del suo opposto: acquista senso e valore solo quando non la si ha più. Il racconto prosegue con l’incontro di Sayf con un ragazzo detenuto che ha una dote nell’improvvisazione di barre rap.

In chiusura, dopo aver letto diverse testimonianze dei detenuti, Sayf rende omaggio a Gino Paoli cantando “Il cielo in una stanza” e accompagnandosi con la tromba. Un classico della canzone italiana contenente la stessa malinconia che si respira tra i corridoi e le celle di un penitenziario.

Casa di reclusione di Chiavari, proiezione de "Il cielo in una stanza" realizzato nel carcere di Chiavari con il rapper Sayf
Da sinistra: la sovrintendente di polizia penitenziaria Monica Lupo, Nicolò Paoli, la direttrice della casa di reclusione di Chiavari Paola Penco, Tommaso Paoli, la funzionaria contabile Maria Grazia Giangrande e l’agente di polizia penitenziaria Giusi Cascio

Il documentario è stato presentato ieri, 6 ottobre, al Teatro dell’Arca della casa circondariale di Genova Marassi. Sayf, Cabona e Dellacasa hanno presentato il corto insieme alla direttrice dell’istituto Paola Penco. Tra gli ospiti della serata c’erano anche i figli di Gino Paoli, Nicolò e Tommaso, che hanno acconsentito all’utilizzo gratuito del titolo e della canzone.

I proventi dei biglietti per la proiezione sono stati devoluti alla onlus “Il cuore di Federico”, associazione nata per ricordare Federico Fontana, giovane motociclista che ha perso la vita nel tentativo di schivare una signora che attraversava la strada col rosso a Genova.

Il documentario è online sul canale YouTube di Sayf.