Ciclismo, boxe, canoa e tiro a volo: Fiamme Azzurre sugli scudi
3 Giugno 2019Il Giro di Turingia si conferma terreno di caccia per Elena Cecchini: la friulana, com’era già successo nel 2016 (vittoria nella classifica generale) e nel 2018 (successo di tappa a Meiningen), strappa appalusi sul traguardo di Altenburg, nella frazione conclusiva. E alla fine è ottava assoluta, migliore delle italiane, nella classifica vinta dalla tedesca Kathrin Hammes. Ai traguardi parziali mirava invece Marta Bastianelli, che non ha fallito nemmeno stavolta: spunto irresistibile nella seconda tappa, quella con arrivo a Schleiz, e settima vittoria stagionale per la mammina dei Castelli Romani.

Sempre in tema di due ruote, troviamo sul podio nella Classique de Morbihan la nostra Tatiana Guderzo: terzo posto nella prestigiosa corsa francese per la veterana delle Fiamme Azzurre – in caccia della quinta partecipazione olimpica – sempre pronta alla zampata d’autore. Nell’occasione ha lottato in volata fino all’ultimo metro sul viale di Plumelec, ma è stata preceduta dalla lussemburghese Christine Majerus e dalla belga Sofie De Vuyst.
Doppio successo per il rientro di Vincenzo Mangiacapre in ambito AOB, dopo un anno di permanenza tra i “pro”: l’olimpionico di Marcianise ha battuto sul ring di Trieste per due volte l’indiano Ashish, bronzo nei recenti Campionati Asiatici a Bangkok. Del gruppo azzurro hanno fatto parte anche i supermassimi Clemente Russo e Mirko Carbotti, che però non hanno combattuto nei “dual match” vinti dall’Italia per 7-2 e per 4-2 nei confronti della formazione indiana.
Entra nel vivo anche la stagione della canoa, con un doppio appuntamento internazionale: Campionati Europei a Pau per lo slalom, Coppa del Mondo a Duisburg per il settore velocità. Tra le porte si è distinta la nostra Chiara Sabattini, miglior italiana nella nuova specialità olimpica della canadese: la strada verso Tokyo è ancora lunga, ma la slalomista ligure ha dato una dimostrazione delle sue qualità riconquistando la leadership in nazionale su Elena Borghi e Marta Bertoncelli, che ora affronterà la trasferta di Lee Valley valida per il circuito iridato.
In Germania le pagaie azzurre non hanno schierato alcun equipaggio nel K2 200 metri, dove le nostre Susanna Cicali e Francesca Genzo avevano conquistato l’argento iridato nel 2017: scelta tecnica che ha lasciato alle canoiste della Polizia Penitenziaria solo una corsia nelle finaline del K1. Il K4, che ha schierato ben tre fiamme azzurre con l’ulteriore contributo di Sofia Campana, deve crescere ancora un po’: mancano ancora tre secondi all’ammiraglia azzurra per una promozione nell’elite continentale dei 500 metri e il gap deve essere colmato se si vogliono coltivare ambizioni di partecipazione olimpica.

Profumo di Olimpiadi anche a Lonato, sulle pedane del Trap Concaverde: in gara il gotha della “fossa olimpica”, con tanti azzurri titolati impegnati nel Gran Premio Fitav. Non per nulla a vincere sono stati due supercampioni, il nostro Giovanni Pellielo nella categoria Eccellenza maschile e Jessica Rossi tra le “ladies”, come vengono definite le tiratrici in gergo tecnico. La carta olimpica degli uomini manca ancora all’appello: per “Johnny” sarebbe l’ottava presenza ai Giochi, mentre in campo femminile è stata conquistata finora dall’italo-svizzera Silvana Stanco. Intanto si riparte da qui: 122/125 per Pellielo, poi uno shoot-off vinto dal vercellese a quota quattro per la definizione della griglia dei finalisti: la finale prevede la doppietta caricata ad una canna, non c’è un colpo d’appello, e il 44/50 del campionissimo della Polizia Penitenziaria è un signor punteggio.
