Codice comportamento, Nordio alla giornata di formazione

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Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha aperto i lavori della giornata di formazione “Ad un anno dall’adozione del nuovo Codice di comportamento del personale della giustizia (d.m. 18.10.2023)”, che si è svolta nella sala Livatino di via Arenula.

Il Guardasigilli ha fatto riferimento al pensiero di Immanuel Kant: “l’imperativo eteronomo deriva da leggi, regolamenti e disposizioni più o meno cogenti, mentre l’imperativo autonomo – ha proseguito Nordio – deriva dalla nostra coscienza, dalla legge morale che è dentro di noi”.

Il Ministro, nel richiamare ancora l’etica kantiana, ha evidenziato come l’agire di tutti coloro che operano nel settore giustizia – che si occupa dei beni primari dei cittadini, primo fra tutti la libertà – debba essere orientato in primis alle regole morali che sono dentro di noi, oltre che al rispetto delle disposizioni eteronome contenute nel Codice, alla cui violazione si accompagnano conseguenze disciplinari.

Il Ministro ha espresso l’auspicio che il Codice rappresenti una normativa autonoma scritta nelle nostre coscienze, come momento fondamentale di lavoro, comprensione e aiuto per la migliore organizzazione della giustizia.

I lavori, introdotti e moderati dal Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza, Giuseppe Fichera, sono proseguiti con gli interventi del Viceministro, Francesco Paolo Sisto,  del Consigliere dell’ANAC Luca Forteleoni, del Prof. Alfonso Celotto, dei Direttori generali del personale di tutte le articolazioni ministeriali. Ha concluso i lavori il Prof. Fabio Monteduro, presidente dell’OIV.