Collari d’Oro, Vittorio Bissaro festeggia il trionfo iridato di Auckland
17 Dicembre 2019Una festa per celebrare lo sport nella sua dimensione vincente. Sul palco campioni, storie e successi che hanno promosso l’immagine migliore del Paese nel mondo, un caleidoscopio di emozioni che sprigiona dalla cerimonia celebrata nel Salone d’Onore del Coni.
Il Collare d’oro al merito sportivo è il riconoscimento più importante dello sport italiano e a consegnarli c’è il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Sul palco con lui il Ministro per le politiche giovanili e lo sport Vincenzo Spadafora, il ‘padrone di casa’ Giovanni Malagò e il Presidente del Comitato Italiano Paralimpico Luca Pancalli.
Il Gruppo Sportivo della Polizia Penitenziaria è rappresentato ai massimi livelli dal Capo del Dipartimento Francesco Basentini – che delle Fiamme Azzurre è il presidente – e dal Responsabile Mariano Salvatore.
Per quanto abituato ai successi importanti, Vittorio Bissaro è al primo titolo mondiale, quello che gli vale l’onorificenza del Coni: dal palco della manifestazione, il nostro velista dà voce alle sue emozioni confessando di essere particolarmente colpito dalla risonanza della vittoria iridata nella classe Nacra 17. E aggiunge: “Ciò che mi piace sottolineare è il percorso e le persone che ci hanno consentito di vivere quella settimana al meglio”.
Poi, dopo la premiazione, il neocampione del mondo non si fa pregare per raccontare quella che è stata una memorabile esperienza personale: “E’ una sensazione strana quella di essere in uniforme ad una cerimonia così importante come la consegna del Collare d’Oro, con le massime autorità dello Sport Italiano e della politica. Noi velisti siamo abituati ad allenarci in muta o a lavorare alla barca in cerata in circoli velici spesso desolati, a sudare silenziosamente in palestra in tuta sportiva sognando l’Olimpiade e le prossime regate, a cadere e a trovare soluzioni per rialzarsi. Il ricordo più bello di oggi – prosegue ancora Vittorio – è perciò la sensazione che questi valori e queste abitudini, che traspaiono dalle strette di mano, dagli sguardi e dalle parole, siano trasversali per le differenti discipline e atleti”.
Il campione non dimentica il ruolo svolto dalle Fiamme Azzurre nel precedente quadriennio, concluso con l’amaro quinto posto ai Giochi di Rio: “Fa doppiamente piacere condividere questo risultato in uniforme perché la mia riconoscenza per il Gruppo Sportivo e per la Polizia Penitenziaria è davvero grande. Mi hanno supportato con grande fiducia fin da subito, quando con Silvia Sicouri abbiamo dominato in Italia e sfiorato una medaglia olimpica. Un ricordo che fa ancora male”. E aggiunge: “Ripartire non è stato facile: in questo quadriennio ho rincominciato da zero con una prodiera nuova, Maelle Frascari, partivamo svantaggiati in una forte competizione interna e la perseveranza e l’ostinata fiducia che caratterizza me e i miei superiori che hanno permesso di raccogliere questo risultato prestigioso dopo 3 anni di duro lavoro e sacrifici”.
Il presente è pieno di prospettive: “La vittoria del mondiale è un’emozione unica, indescrivibile. Porta con sé ovviamente una grande esposizione mediatica e una sacco di complimenti e belle parole, ma la parte che ricordo con più gioia è il ricordo delle emozioni, delle sensazioni di sincronia, di lucidità e motivazione durante la performance. La cosa più bella del vincere un mondiale è proprio il vincerlo, il vivere il giorno per giorno (per la vela si parla di una settimana), la sconfitta e la risposta, le notti insonni ma la voglia di alzarsi dal letto la mattina per l’obiettivo, il sentirsi presenti, in gestione del tempo e delle proprie azioni. La sintonia con se stessi”. E, sui programmi per il futuro: “Adesso ci riposiamo un po’ ma torneremo presto ad allenarci, il nostro percorso sportivo è tutt’altro che concluso. Quello che è certo è che dovremo dimenticare in fretta questo risultato, dalla prossima regata ripartiamo tutti dallo stesso punto”.
