Colloquio tra Bonafede e Reynders, commissario Ue per la Giustizia
1 Dicembre 2020Procura europea (EPPO), digitalizzazione e prove elettroniche: sono stati questi gli argomenti discussi stamane in video-collegamento dal Guardasigilli Alfonso Bonafede e il commissario europeo per la Giustizia Didier Reynders.
“L’Italia crede molto nel progetto EPPO e stiamo lavorando per il concreto avvio, nel più breve tempo possibile, della Procura Europea”. Così il ministro Bonafede ha aggiornato il commissario belga rispetto allo stato di avanzamento dei lavori per implementare e rendere operativo il nuovo organismo europeo. In particolare la discussione si è focalizzata sul numero dei Procuratori europei delegati da distribuire sul territorio nazionale italiano e sul loro regime previdenziale e contributivo. Reynders ha ribadito “l’importanza, per tutti i Paesi membri, di svolgere il processo di selezione dei Procuratori europei delegati entro il primo trimestre del 2021″. Proprio su questo tema, lo scorso 17 novembre, Bonafede ha avuto un video-colloquio con il Procuratore capo europeo Laura Codruţa Kövesi.
Il Guardasigilli ha illustrato a Reynders i progressi fatti dall’Italia in tema di digitalizzazione della giustizia: “Stiamo investendo tanto su questo aspetto. Abbiamo un processo civile telematico consolidato. A causa della pandemia abbiamo accelerato e anticipato alcuni progetti in materia – ha spiegato Bonafede – come quello che riguarda l’estensione e l’allargamento della digitalizzazione al processo penale”. Per il ministro della Giustizia “il processo di digitalizzazione avrà un’ulteriore accelerazione grazie al Recovery plan. Investiremo per rendere ancor più sicura la Rete”. Sulla stessa linea il commissario europeo Reynders che ha insistito sulla necessità di investire sulla digitalizzazione del settore, utilizzando proprio i fondi del Recovery: “Si tratta di un impegno molto importante per organizzare il sistema Giustizia durante la pandemia”.

“Quest’anno è stata approvata – ha aggiunto Alfonso Bonafede – una legge sulle intercettazioni che permette, grazie a un archivio riservato digitale, di garantire la tutela della privacy delle persone intercettate senza indebolire uno strumento fondamentale per il contrasto alla corruzione e alla criminalità organizzata”.
“Uno degli aspetti che l’Europa deve affrontare in maniera unita e coraggiosa – ha aggiunto il ministro della Giustizia italiano – è l’intelligenza artificiale: un tema da sviluppare a livello comune, trovando il giusto punto di equilibrio per garantire in ogni caso la tutela dei diritti fondamentali”.

E’ emersa una piena sintonia tra Bonafede e Reynders anche riguardo la questione delle prove elettroniche transfrontaliere: “L’accesso all’e-evidence e l’evoluzione degli strumenti informatici – ha sottolineato il Guardasigilli – sono diventati cruciali nella lotta al crimine organizzato, al terrorismo, al cybercrime, all’abuso sessuale sui minori. In questa sfida è importante il coinvolgimento sempre più forte dei prestatori di servizio che operano all’interno dell’UE”.
Concludendo il colloquio Bonafede ha voluto rimarcare la “piena sinergia tra le istituzioni italiane ed europee su un punto nevralgico come la giustizia, un settore importante anche per l’economia” e ha indicato la necessità di un impegno comune per “proteggere gli investimenti che verranno fatti per la ripartenza post pandemia dal rischio di forme d’infiltrazione della criminalità organizzata”.