Concorso polizia penitenziaria, Nic in azione per truffa allo Stato
15 Febbraio 2019
Tre misure cautelari e numerose perquisizioni. È il bilancio dell’operazione che il Nucleo Investigativo Centrale della Polizia Penitenziaria e il Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza hanno portato a termine questa mattina a Napoli.
L’inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica del capoluogo partenopeo, ha portato all’esecuzione di misure cautelari emesse dal GIP presso il Tribunale nei confronti di tre persone accusate di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di delitti di truffa aggravata a danno dello Stato e altri gravi reati commessi in relazione alle procedure relative al reclutamento, per l’anno 2016, di 400 allievi agenti del Corpo di Polizia Penitenziaria.
Le indagini svolte dal NIC della Polizia penitenziaria e dal Nucleo PEF della Guardia di Finanza, nel contesto di differenti procedimenti instaurati a Roma e Napoli e poi riunificati a seguito del coordinamento tra le due procure, hanno consentito di acquisire diversi gravi indizi. Alcuni attinenti alla divulgazione di materiale concorsuale riservato, ad opera di un soggetto legato da rapporti di lavoro alla Intersistemi Spa di Roma, società che si era aggiudicata l’appalto per l’elaborazione, la stampa e la fornitura delle batterie di questionari da utilizzare nel contesto della relativa prova scritta, svoltasi a Roma dal 20 al 22 aprile 2016. Altri indizi hanno riguardato la successiva commercializzazione delle suddette batterie riservate da parte degli stessi soggetti, raggiunti nell’ottobre 2018 da analoga misura restrittiva in relazione alle vicende del concorso VFP4 2016, e di altri loro stretti collaboratori in favore di un consistente numero di candidati.
Alcuni concorrenti erano stati scoperti durante lo svolgimento della prova scritta, con sistemi di comunicazione a distanza (auricolari, telefoni cellulari, ecc), nonché con cover di telefonini, braccialetti che riproducevano le sequenze di risposte esatte ai predetti questionari e t-shirt sulle quali erano state impresse risposte esatte sotto forma di simboli matematici.
Oltre alle misure cautelari, sono stati eseguiti due decreti di sequestro preventivo di un autoveicolo Hummer e di uno scooter di grossa cilindrata che si ritiene siano stati acquistati con i proventi delle attività delittuose contestate.
Completate le operazioni connesse all’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare, gli investigatori procederanno alla notifica di circa 160 avvisi di conclusione delle indagini nei confronti dei concorrenti che avevano fatto uso del materiale riservato, nonché di intermediari e di altri soggetti emersi in rapporti illeciti riguardanti la divulgazione dello stesso materiale con i principali indagati.
A causa della gravità dei fatti scoperti durante il concorso, il Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria dell’epoca aveva annullato la relativa prova scritta, disponendo la sua rinnovazione qualche mese dopo.
“Sono ottimi e proficui i rapporti di collaborazione fra l’Amministrazione Penitenziaria e la Procura della Repubblica di Napoli, come dimostra l’operazione di oggi”, ha commentato con soddisfazione il Capo del DAP, Francesco Basentini. “Il mio personale ringraziamento va al Procuratore e ai magistrati che hanno coordinato l’inchiesta, nonché agli uomini del NIC della Polizia Penitenziaria e della Guardia di Finanza che l’hanno portata a termine con successo”.