Consiglio d’Europa, per la Giustizia la sfida della tecnologia

FacebookTwitterWhatsAppEmailCopy Link

Digitale e intelligenza artificiale, nuove sfide per la giustizia in Europa. Su questo tema, si sono confrontati i ministri della Giustizia dei Paesi membri del Consiglio d’Europa in un vertice a Budapest il 4-5 ottobre.

“La digitalizzazione dei documenti è sempre più necessaria anche a tutela dell’ambiente” ha esordito la Guardasigilli, Marta Cartabia, che ha citato l’accelerazione imposta dall’emergenza Covid, ma ha – tra l’altro- anche posto l’attenzione su alcuni aspetti potenzialmente problematici sul ricorso alle Camere di consiglio da remoto.

La ministra della Giustizia ha inoltre tracciato un confine preciso rispetto alla questione del possibile utilizzo dell’intelligenza artificiale.

“Per la conoscenza dei fatti, la raccolta di materiale e l’individuazione delle norme di riferimento, può essere un utile supporto per il giudice, ma – ha specificato la ministra Cartabia- va preservata la specificità e unicità di ogni decisione, e questa è possibile solo con un giudice in carne ed ossa”.

La ministra Cartabia al Consiglio d'Europa di Budapest

La titolare della Giustizia ha messo in guardia dai rischi di una giustizia predittiva. ‘Non vogliamo che la decisione del giudice sia rimpiazzata da un automatismo delle sentenze”, ha ammonito Cartabia. La linea di via Arenula è dunque di apertura verso l’intelligenza artificiale, per favorire maggiore uniformità di approccio, ma no ad una giustizia predittiva, che possa stabilire in anticipo le sentenze.

Il vertice di Budapest si è concluso con il passaggio di testimone all’Italia, che assumerà la presidenza del Consiglio d’Europa. Si terrà a Venezia, infatti, il prossimo vertice dei ministri della Giustizia il 13-14 dicembre 2021 il cui tema sarà la giustizia riparativa, che è “anche parte della riforma del processo penale approvata dal Parlamento”, ha spiegato la Ministra Cartabia.