Consiglio Ue: le comunicazioni del Presidente Meloni

palazzo Madama, sede Senato (Credit: Wikimedia commons)
FacebookTwitterWhatsAppEmailCopy Link

“Il Consiglio europeo del 23 e 24 ottobre ancora una volta arriva in un frangente internazionale estremamente complesso” e l’Italia si presenta “forte di una stabilità politica rara nella storia repubblicana”. Così la premier Giorgia Meloni durante le comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo, sottolineando che gli “indicatori economici e finanziari solidi la rendono apprezzata dagli analisti e attrattiva per gli investitori”.

Il Presidente del Consiglio si è concentrato sulla politica estera, in particolare su Medio Oriente e Ucraina. “Hamas deve accettare di non avere alcun ruolo nella governance transitoria e nel futuro Stato palestinese, e deve essere disarmato, per impedire che continui a rappresentare una minaccia per la stabilità regionale. Sono queste le precondizioni necessarie anche per il riconoscimento da parte dell’Italia dello Stato di Palestina, come anche da indicazione di questo Parlamento”. Meloni ha sottolineato l’impegno italiano nel contribuire al percorso di pace in Medio Oriente “con i nostri Carabinieri nella missione Ue per Rafah”.

La premier ha ribadito il pieno sostegno all’Ucraina, che “rimane determinato nell’unico intento di arrivare alla pace, l’ho detto a Zelensky anche pochi giorni fa al telefono”, senza l’invio di soldati italiani, e ha condannato le bombe russe sugli aiuti Onu.

Inoltre, Giorgia Meloni ha rivendicato i risultati nella lotta all’immigrazione illegale di massa, affermando che miglioreranno con norme Ue efficaci. “A beneficiarne saranno soprattutto i quartieri periferici delle nostre città, le fasce più deboli della nostra popolazione, le nostre autorità di pubblica sicurezza che non vedranno più frustrati i loro sforzi, e gli stranieri regolari che scelgono di integrarsi nella nostra società. Ma più in generale ne beneficeranno tutti gli italiani, anche quelli che non sono d’accordo con il nostro approccio. Lo avevamo promesso e lo stiamo facendo”.

Spazio anche alla riduzione delle emissioni: “Noi vogliamo abbandonare quell’approccio ideologico che ha caratterizzato la stagione del Green Deal, per abbracciare un pragmatismo serio e ben ancorato al principio di neutralità tecnologica. Per questo, lo dico chiaramente, l’Italia non potrà sostenere la proposta della Commissione di revisione della Legge Clima europea così come formulata ad ora, a maggior ragione se non sarà accompagnata da un vero e sostanziale cambio di approccio”.

“La maggioranza degli italiani, sempre più maggioranza, riconosce il lavoro serio, la buona fede e i risultati. E finché quella maggioranza sarà dalla nostra parte, noi andremo avanti con la testa alta e lo sguardo fiero, consapevoli della grande nazione che rappresentiamo, in Italia e all’estero, perché sempre più italiani possano essere fieri di noi e soprattutto, orgogliosi di essere italiani”, ha concluso Meloni.