“Contrastare con forza le infiltrazioni criminali nel settore agroalimentare”
25 Febbraio 2019
“Il settore agricolo è considerato da questo Governo fra quelli maggiormente strategici nell’ambito dell’economia nazionale. Al centro delle politiche governative c’è quindi la tutela del patrimonio agroalimentare italiano, della qualità delle eccellenze del Made in Italy e dei suoi marchi. Ciò significa salvaguardare produttori e aziende da quei poteri criminali che hanno forti interessi nel business agro-alimentare, con un volume d’affari pari a 24,5 miliardi di euro, secondo quanto emerso dal Rapporto 2018 della Coldiretti, Eurispes e Osservatorio sulla criminalità nell’agroalimentare presentato nei giorni scorsi. Evidente quindi la necessità di una risposta altrettanto forte e tempestiva da parte dello Stato e della giustizia. E’ quindi doveroso che i ministeri e gli altri organismi coinvolti facciano squadra per contrastare i fattori che alimentano pratiche illegali a scapito dei produttori onesti e dei consumatori”.
Lo ha dichiarato il sottosegretario alla Giustizia, Jacopo Morrone, partecipando alla Tavola rotonda organizzata nell’ambito del convegno intitolato Le infiltrazioni criminali nell’economia agricola: effetti sulla competitività delle imprese e sulla salute dei cittadini promosso da Confagricoltura d’intesa con l’Università Luiss in svolgimento a Roma.
“Prevenzione e repressione sono certamente due parole chiave e su questo il ministero della Giustizia intende puntare, ma è mia opinione che l’azione della magistratura e delle Forze dell’Ordine da sola non basti. Deve esserci la collaborazione di tutto il settore, comprese le associazioni di categoria. Serve un quadro normativo chiaro e rigoroso in grado di contemperare tutta una serie di diritti importanti, da quello alla salute e a un ambiente salubre, a quello di una libera e responsabile iniziativa economica e a una corretta informazione per i consumatori. Il legislatore ha quindi il compito di dotare la magistratura di strumenti e norme adeguate a combattere i reati in questo settore, contrastando sofisticazioni, contraffazioni e infiltrazioni nella filiera produttiva. Si tratta di uno sforzo che richiede una sinergia d’intenti anche da parte delle istituzioni europee e internazionali. Ritengo poi che possa essere un tassello importante per la tutela del settore la riforma della ‘crisi di impresa’ e dell’insolvenza, con l’introduzione di un diverso atteggiamento dello Stato nei confronti dell’imprenditore in difficoltà, in un’ottica preventiva e di sostegno nella direzione della composizione della criticità economica. Altrettanto rilevante è la capacità dello Stato di far emergere e reprimere le condotte illegali. Tra queste, la piaga del caporalato, fortemente correlata all’immigrazione irregolare e alla criminalità organizzata. Di qui, l’obiettivo di contrastare, anche con strumenti diversi da quelli della reazione penale, per esempio con le intercettazioni o con la confisca, ogni forma di sfruttamento del lavoro in agricoltura, un fenomeno che purtroppo ha una diffusione vasta”.