Convegno su De Marsico, Nordio: “ha onorato l’avvocatura”

Il ministro Nordio nel suo studio, in occasione della registrazione del videomessaggio per il convegno in memoria di Alfredo De Marsico
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Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha trasmesso un videomessaggio al Consiglio dell’ordine degli avvocati di Napoli, organizzatore del convegno per ricordare i 40 anni dalla scomparsa di Alfredo De Marsico.

“Uno dei più grandi avvocati, giuristi, e anche uomini politici italiani”, evidenzia il Guardasigilli in apertura. Che ha un ricordo in particolare legato al giurista campano: “risale al 1963, io ero al liceo, e mio papà portava a casa la rivista di arringhe celebri ‘L’eloquenza’”. Tra le tante, una proprio di De Marsico in difesa di un imputato per circonvenzione di incapace: “straordinaria per cultura, logica, dialettica”, sottolinea Nordio. All’evento presso la biblioteca di Castel Capuano a lui intitolata, presenti il vicepresidente del Csm, Fabio Pinelli, la magistrata e già presidente della Corte di cassazione, Margherita Cassano, e il presidente del Cnf, Francesco Greco.

De Marsico, che fu ministro della Giustizia durante la dittatura fascista, fu tra i firmatari dell’ordine del giorno Grandi, che segnò di fatto la sfiducia dell’esecutivo a Benito Mussolini, contribuendo alla caduta del regime. “Rimane come testimonianza questo suo ripudio verso la dittatura”, sottolinea Nordio.

Il Ministro torna poi a parlare della riforma costituzionale. “Il caposaldo dell’indipendenza e autonomia della magistratura rimane un punto fermissimo su cui non si potrà transigere”, ribadisce Nordio.

La nuova formulazione dell’articolo 104, inoltre, valorizza la figura del pm: “viene innalzato nel suo rango costituzionale, perché gli viene dato lo stesso livello del magistrato giudicante. Quindi vi è una enfatizzazione della libertà, dell’indipendenza e dell’autonomia del pubblico ministero”, sottolinea il Ministro. E, in conclusione, aggiunge: “questo ovviamente è un chiarimento doveroso, ma soprattutto un ossequio alla magistratura alla quale mi sento ancora di appartenere”.