Crans-Montana, Nordio: “Vicini ai familiari, collaborazione con Svizzera”
15 Gennaio 2026
Massima collaborazione e impegno delle istituzioni italiane per far luce sulla tragedia di Crans-Montana. Lo ha detto il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, in conferenza stampa al termine dell’incontro a palazzo Chigi con i familiari delle vittime, insieme al sottosegretario Alfredo Mantovano, l’avvocato generale dello Stato Gabriella Palmieri Sandulli e diversi rappresentanti dei Ministeri degli Esteri, dell’Interno, degli Affari europei e della Protezione Civile.
Nonostante la giurisdizione italiana per i delitti commessi all’estero sia sottoposta a “vincoli rigorosi”, sottolinea il Guardasigilli, “questo non significa che la magistratura, il governo e il Ministro non si stiano attivando”. La procura della Repubblica di Roma ha aperto un fascicolo contro ignoti per i reati di incendio e di omicidio colposo aggravato: “saranno chieste delle rogatorie all’autorità svizzera per conoscere tutte le circostanze utili per la ricostruzione dell’evento”, annuncia Nordio.
Il Guardasigilli cita poi lo strumento dell’articolo 10 del codice penale, che prevede la possibilità, in ipotesi specifiche, di punire una persona straniera che commette un delitto all’estero ‘su richiesta del Ministro della Giustizia’. Richiesta che, dice Nordio, “siamo intenzionati a fare appena si creeranno i presupposti”.
Ferma restando che “la giurisdizione svizzera è sovrana”, il Ministro manifesta “vicinanza e collaborazione per tutto quanto può servire” ai familiari delle vittime e ai loro legali. La collaborazione c’è anche con le autorità elvetiche: “sono certo che sarà sempre più proficua e rapida, anche perché i tempi di prescrizione da loro sono più ristretti, e quindi bisogna agire con rapidità”, conclude Nordio.