Cresce il polo universitario penitenziario di Parma
30 Settembre 2024
Il Polo universitario penitenziario (Pup) di Parma cresce grazie al nuovo accordo che vede, tra i firmatari, oltre alla direzione del carcere e all’Università, anche ER.GO, l’Azienda regionale per il diritto agli studi superiori, e l’ufficio del Garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Parma.
Il Polo di Parma, oltre a offrire didattica di grande qualità, vuole essere un luogo di riferimento culturale permanente. Laboratori di sociologia, seminari di approfondimento, attività legate alla redazione della rivista ‘Cerchioscritti’ rientrano nell’offerta del Pup che si avvale anche di una sede esterna per studenti in misura alternativa. Grazie al nuovo accordo aumentano le opportunità per i detenuti studenti che potranno accedere a contributi per il diritto allo studio, legati all’impegno, alla carriera e al merito, messi a disposizione da ER.GO.
“La cultura è opportunità di riscatto e di scommessa su di sé”, ha detto in occasione della firma dell’accordo il direttore degli istituti penitenziari Valerio Pappalardo, che ha aggiunto: “Ostacoli non sono mancati nella realizzazione per questo percorso, ma sono soddisfatto dei risultati che abbiamo conseguito in questi anni, che ne testimoniano il valore”.
Il Pup di Parma fa parte della rete dei Poli esistenti in alcuni Atenei italiani che, negli anni, hanno avviato progetti analoghi per garantire il diritto allo studio universitario a detenuti studenti e oggi sono riuniti nella Cnupp – Conferenza nazionale dei delegati dei rettori per i Poli universitari penitenziari,
Secondo i dati del Dap sono attualmente 42 gli Atenei aderenti alla Conferenza, che promuovono attività didattiche e formative in 112 istituti penitenziari, per un totale di 465 corsi attivati e circa 1300 iscritti.