Con “Cucinare al fresco”, tutti i detenuti possono fare “qualcosa di buono”
6 Febbraio 2020
In soli due anni di vita “Cucinare al fresco”, periodico del carcere di Como dedicato alla gastronomia oltre le sbarre, è cresciuto fino a diventare una testata giornalistica nazionale, regolarmente registrata presso il Tribunale.
L’ideatrice del progetto Arianna Augustoni, assieme a Pietro Buffa, provveditore Regionale della Lombardia, e a Fabrizio Rinaldi, direttore del Carcere di Como, all’inizio dell’anno hanno firmato un protocollo per estendere l’esperienza al maggior numero di istituti italiani.
L’iniziativa è stata presentata nei giorni scorsi a Palazzo Pirelli alla presenza tra gli altri anche del presidente del Consiglio regionale della Lombardia Alessandro Fermi e del Garante dei detenuti Carlo Lio.
Il passaggio a una dimensione nazionale segue a una progressiva estensione della redazione originaria nella casa circondariale di Como ad altre carceri lombarde. All’inizio ogni Istituto aveva la propria pubblicazione, in seguito è stato implementato un lavoro di rete e ora tutti collaborano alla realizzazione di un prodotto editoriale unico. Attualmente sono quattro i laboratori in cui si articola il progetto: Mandato di cottura a Como, Diario dei sapori a Bollate, Assapori(amo) la libertà a Varese, Mani in pasta a Milano Opera.
Il progetto di ampliamento prevede che i detenuti di tutti gli istituti italiani potranno inviare propri contributi in materia di esperienze gastronomiche alla redazione centrale che resterà nell’istituto di Como.
“Cucinare al fresco” non consiste in una mera raccolta e scrittura delle ricette. Gli ingredienti che vengono messi sul tavolo nelle riunioni redazionali comprendono ricordi, esperienze e servono a far recuperare, si legge nel progetto, “il sapore dell’esistenza, la fiducia nella capacità di creare in cucina come nella vita ‘qualcosa di buono'”. L’idea alla base dell’iniziativa è quella di offrire un’opportunità inedita per conoscersi, raccontarsi ed esprimere sentimenti in chiave enogastronomica.
Nel magazine – realizzato grazie al contributo della Eye Communication – oltre a descrivere la preparazione di ogni piatto, gli autori raccontano anche espedienti per superare le limitazioni che le regole del carcere inevitabilmente pongono.
“Cucinare al fresco – ha sottolineato il presidente dell’assemblea lombarda Alessandro Fermi – è anche un incoraggiamento a non perdere mai le speranze, e i piatti e le pietanze contenute in queste pagine, pur cucinate in spazi ristretti e con fornelletti da campeggio, non hanno certo nulla da invidiare a quelli proposti da Master Chef o da Cracco”.
Tra tante proposte tradizionali, reinterpretate o inventate o non mancano ricette del Niger, delle Filippine e del Maghreb con suggerimenti per realizzarle che risulteranno utili anche ai meno esperti.
Il ricettario, in vendita nella libreria Ubik di Como, sarà prossimamente distribuito nelle edicole e scaricabile gratis dal profilo Facebook ‘Cucinare al fresco‘.