Da Nord a Sud, gesti di solidarietà dal carcere e per il carcere

carcere perugia capanne
FacebookTwitterWhatsAppEmailCopy Link

Le strade della solidarietà al tempo del Coronavirus passano anche attraverso le tifoserie delle squadre di calcio. Dopo i gruppi ultras della Sampdoria e del Taranto, anche la Brigata Curva Nord del Perugia ha donato mille mascherine ai detenuti della Casa Circondariale di Capanne.

Un gesto che ha colpito i detenuti che, attraverso una lettera, hanno espresso la loro gratitudine: ”Siamo rimasti molto colpiti dal vostro gesto, per noi è stata una bellissima sorpresa, ma il regalo più grande è stato quello di averci pensato. Grazie di cuore poiché in questo momento in tutto il mondo si affronta con immensa paura il Covid-19, che sta affliggendo molte famiglie, ma possiamo vincere restando tutti uniti”.

La fondazione “Francesca Rava”, che nel carcere di Marassi, a Genova, cura il progetto “La barchetta rossa e la zebra” per l’allestimento di spazi a misura di bambino dedicati all’incontro con i genitori, ha destinato all’istituto alcuni dei 100 smartphone donati dall’azienda di tecnologia mobile Oppo. Potranno essere utilizzati, come gli altri già distribuiti nelle carceri italiane, per videochiamare i familiari e sentirli meno lontani nonostante il protrarsi della sospensione dei colloqui. Altri telefoni sono stati destinati dalla fondazione a case famiglia e comunità per minori.

Gli istituti di Secondigliano e Salerno Fuorni, già destinatari e promotori d’iniziative di solidarietà, hanno invece ricevuto ieri dalla Sol.Id Onlus 2.100 mascherine, 2.000 gel igienizzanti, 1.000 saponi da 400 ml, 540 litri di detergente per superfici e 500 litri di detergente chirurgico per le strutture ospedaliere interne. Una donazione resa possibile dalla generosità della ditta Xenoderm. I prodotti sono stati presi in carico dai detenuti lavoranti esterni e distribuiti all’interno degli istituti.

Un cenno meritano anche le iniziative solidali promosse in carcere. Nella casa circondariale di Matera i detenuti hanno donato alla Caritas una raccolta per chi vive situazioni di necessità. “Il dono più gradito e quello che ci ha sorpreso sotto tanti aspetti – ha commentato l’arcivescovo Antonio Giuseppe Caiazzo, che ha incontrato i detenuti pur non potendo celebrare la messa di Pasqua -. Li ho ringraziati perché il loro gesto ha portato aiuto a qualche famiglia in difficoltà”.

Nel carcere di Agrigento è stato, invece, l’ente di assistenza del personale ad avviare una raccolta di viveri di prima necessità da destinare alla famiglie in difficoltà. Il ricavato è stato consegnato all’associazione “Volontari di strada”. Infine un gesto di vicinanza a chi è in carcere, simbolico ma di grande forza emotiva, arriva dai volontari del coro Papageno che, in occasione della Festa della Liberazione, manderanno un saluto in musica sui canali social della Mozart14 ai loro 40 colleghi coristi detenuti della casa circondariale di Bologna. “Un messaggio di speranza – spiegano i volontari – per potersi riunire presto, quando sarà possibile farlo, e tornare a cantare insieme. Liberi nella musica”.