Da Sulmona all’Ucraina per aiutare i profughi

foto antonino genovese con profughi ucraini
FacebookTwitterWhatsAppEmailCopy Link

Gesti d’amore in tempo di guerra. Ancor più significativi perché compiuti in favore di persone sconosciute, distanti centinaia di chilometri, e rinunciando alle proprie ferie. E’ la storia di Antonino Genovese, assistente capo della Polizia penitenziaria, che ha scelto di raggiungere la Polonia, per prestare soccorso ai profughi ucraini, permettendo loro il ricongiungimento familiare. Una trasferta lunga e rischiosa, fino alla città di Radomsko, per andare a prendere tre donne e due bambini. Poi il rientro in Italia, nel Lazio, dove i profughi hanno potuto riabbracciare i propri cari.

L’iniziativa è stata realizzata grazie una colletta fra gli agenti del penitenziario di Sulmona.

La ministra della Giustizia, ha voluto complimentarsi personalmente con Antonino, che le ha raccontato il suo lungo viaggio e soprattutto le ha raccontato tutto il dolore incontrato nei centri allestiti per accogliere i rifugiati scappati dalle bombe. “Fa onore a tutto il corpo della polizia penitenziaria”, ha detto la Ministra Cartabia ad Antonino Genovese.​