Dagli archivi: Nordio e il dissenso dell’Anm sulla “libbra di carne”

Carlo Nordio quando era procuratore di Venezia. Credit: Ansa
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Nel 1997 l’Associazione nazionale magistrati, attraverso il Collegio dei probiviri, esercitò l’azione disciplinare nei confronti dell’allora sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Venezia, Carlo Nordio, il quale, associato all’Anm, aveva espresso, con riferimenti letterari al “Mercante di Venezia” di Shakespeare (cfr. la ‘libbra di carne’) la propria opinione sull’operato di altri colleghi.

Di seguito riportiamo quello scambio di comunicazioni.

Corsi e ricorsi.

***

ASSOCIAZIONE NAZIONALE MAGISTRATI
COLLEGIO DEI PROBIVIRI

Il Collegio dei Probiviri, rilevato che da un articolo pubblicato sul quotidiano “La Repubblica” del 7 maggio 1997 (pag.4) e su altro articolo pubblicato sul periodico “L’Espresso” del 15 maggio 1997 (pag.61) l’associato Carlo NORDIO, magistrato in Venezia, rivolto ai colleghi della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano avrebbe usato il termine “anime belle della Magistratura“, con una evidente connotazione negativa, ed avrebbe aggiunto: “vogliono ancora la loro quotidiana libbra di carne“;
che tale espressione, inusuale per un appartenente alla magistratura, mostra una evidente disistima nei confronti dei colleghi e connota di arbitrio il loro operato;
che in altro articolo pubblicato sul quotidiano “La Repubblica” del 17 maggio 1997 (pag.3), parlando del collega Francesco Greco della Procura di Milano avrebbe usato l’espressione “delirio autocelebrativo“, facendo riferimento ad un’intervista rilasciata dal predetto magistrato; che tale espressione appare indebitamente denigratoria nei confronti di un collega impegnato in delicate indagini e non può sicuramente farsi rientrare nel concetto di libertà di espressione;
che a seguito della condanna del Presidente della FIAT, Cesare Romiti, così si sarebbe ulteriormente espresso (quotidiano “La Repubblica” del 20 aprile 1997, pag.4): “In questo modo (con la condanna di Romiti) tutta l’economia nazionale è tenuta sotto scacco da una legislazione incerta e da una magistratura onnipotente…con il sistema dell’azione penale arbitraria le procure condizioneranno non soltanto la politica, ma anche l’economia. E questo è incivile“;
Che i termini arbitrio, onnipotenza, inciviltà rivolti all’operato di colleghi non appaiono sicuramente confacenti a chi, per il ruolo che ricopre e per la notorietà acquisita in virtù delle inchieste fatte, dovrebbe avere maggiore rispetto sia dell’operato dei colleghi, che della onorabilità della categoria;
che per la diffusione che tali esternazioni hanno avuto sui giornali e sui mezzi audiovisivi ne è derivato un sicuro danno all’intera categoria;
che tra gli scopi dell’Associazione Nazionale Magistrati vi è anche (Art.2 n.3 dello Statuto) la tutela degli interessi morali…del prestigio e del rispetto della funzione giudiziaria;

p.q.m.

Visto l’art. 11 dello Statuto

all’unanimità dispone l’esercizio dell’azione disciplinare nei confronti dell’associato Carlo NORDIO, Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Venezia e dispone la sua audizione per il giorno 19 settembre 1997, ore 16,30 in Roma presso la sede dell’A.N.M. (Palazzo di Giustizia, Piazza Cavour);

manda

al Presidente per la convocazione dell’interessato.

Roma, 11 luglio 1997

I Consiglieri
Apicella
Manzione
Tamburino

Il Presidente
Maccarone

 

***

 

AL PRESIDENTE DEL COLLEGIO DEI PROBIVIRI A.N.M. – Roma

e per conoscenza
Al Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati

Il Collegio dei Probiviri mi contesta l’impiego di termini inusuali per un appartenente alla magistratura. Queste espressioni, “anime belle” e “libbra di carne”, che il Collegio ritiene indirizzate ai Colleghi della Procura di Milano, sarebbero apparse in articoli pubblicati su “L’Espresso” e su “la Repubblica” nel mese di maggio.
I Probiviri sono, evidentemente, di letture limitate. Queste parole, così come gli altri concetti che mi vengono contestati, sono contenute nel mio libro GIUSTIZIA, pubblicato in Aprile. Il libro è stato presentato a Roma, a Palermo, a Venezia ed in altre occasioni culturali, con la partecipazione, tra le altre, di personalità come Vigna, Macaluso, Pellegrino, Cacciari. È stato commentato favorevolmente da giornalisti illustri, da Montanelli sul Corriere a Pirani su Repubblica. Vi sono state, ovviamente, critiche su alcuni punti, ma nessuno ha mai pensato che queste espressioni fossero irriverenti. Forse perché, a differenza dei Probiviri, ne hanno colto la matrice letteraria: tedesca, per le anime belle, e Shakespeariana per la libbra di carne.
Sono disgustato per questa convocazione che considero una forma grossolana e maldestra di intimidazione. Da sempre i magistrati scrivono dappertutto, e in modo anche più rude. Non mi risulta che il collegio dei probiviri si sia mai mosso nei loro confronti. E nemmeno nei confronti di quelli che hanno commentato – in modo irriverente ed improprio – le indagini dei colleghi, le attività dei politici e il contenuto delle leggi.
Io so benissimo di essere, nell’ambito della magistratura, una voce di dissenso rispetto alle posizioni ufficiali e dominanti. So anche che le mie idee sono condivise da molti colleghi. Ma non pensavo che si sarebbe arrivati al punto di contestare la libera manifestazione del pensiero, men che mai di quello minoritario. La decisione dei probiviri dimostra, una volta di più, che i pericoli denunciati nei miei scritti esistono, e che i timori di molti cittadini sono fondati: per una parte della magistratura ogni dissonanza dal coro dev’essere ignorata, e, se questo non è possibile, soppressa.
Se i probiviri mi hanno convocato per aver conferma di quanto ho scritto, possono comperarsi il mio libro. Se lo hanno fatto per altre ragioni, li informo che non ho la minima intenzione di recarmi da loro.
Ma non intendo nemmeno dimettermi. Hanno scelto la via del bastone, non essendo possibile quella della carota. La seguano fino in fondo.

lì 30. 7. 17

IL S. PROCURATORE DELLA REPUBBLICA
Dott. Carlo Nordio

Credit foto copertina: Ansa