Dalla Chiesa, Nordio: “Eccezionale servitore dello Stato”
3 Settembre 2026
“È sempre presente nella mia memoria questo eccezionale servitore dello Stato, che coniugava il grande coraggio con la grande professionalità”. Carlo Alberto Dalla Chiesa viene ricordato così dal ministro Carlo Nordio, a margine delle commemorazioni in piazza Armando Diaz a Milano. Il Guardasigilli, in rappresentanza del governo, ha deposto una corona d’alloro al Monumento al Carabiniere e avuto un incontro affettuoso con i figli, Nando e Rita. “L’emozione – ha detto – viene rinnovata ogni anno”.
Era il 3 settembre 1982 quando, in via Carini a Palermo, Dalla Chiesa e la moglie, Emanuela Setti Carraro, furono uccisi in un agguato mafioso. Dodici giorni dopo morì per le ferite riportate anche l’agente della scorta, Domenico Russo.
Il Guardasigilli ha parlato di un ricordo personale che lo lega al Generale: “Ho avuto l’onore di essere invitato da lui a colazione, un mese prima dell’attentato. Aveva appena lasciato la carica di vice comandante dei carabinieri. Insieme avevamo indagato sulla presenza delle Brigate Rosse nel Veneto, con la liberazione del generale James Dozier nel 1982, pochi mesi prima che mancasse”.

Presenti all’evento anche il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, il prefetto Claudio Sgaraglia, l’assessore regionale alla Sicurezza, Romano La Russa, il comandante interregionale dell’Arma dei carabinieri Riccardo Galletta e la dirigente di polizia penitenziaria Stefania Pecoraro.
A ricordare Carlo Alberto Dalla Chiesa, Emanuela Setti Carraro e l’agente Domenico Russo è anche il viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto. Il loro assassinio, sottolinea in una nota, “è una ferita che continua a interrogare la coscienza del Paese”. Il Generale, dice Sisto, “ha rappresentato con il suo impegno una risposta ferma e coraggiosa in difesa della democrazia, della legalità e della libertà, valori essenziali che furono allora duramente minacciati”.
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