Dalla curva della Sampdoria
750 mascherine ai detenuti di Marassi
21 Aprile 2020
Sono molti i detenuti che cominciano a risentire della crisi conseguente alla diffusione dal Coronavirus e che non possono più contare, a causa delle difficoltà economiche vissute dalle famiglie, su quei contributi che consentivano l’acquisto di articoli per l’igiene, francobolli e di tutto ciò che esula dalla mera sopravvivenza assicurata all’interno degli istituti. E le occasioni di scambio e di confronto virtuale non possono, evidentemente, sostituire i colloqui vis a vis, spesso anche occasione per ricevere da familiari o volontari aiuti come cibo, vestiti ed effetti personali.
Anche per questo la realtà del carcere è destinataria di piccoli e grandi gesti di attenzione, solidarietà e sostegno in un momento difficile per l’intero Paese. Gli istituti penitenziari sono, assieme alle aziende sanitarie, alla Protezione Civile e ai Comuni, tra i destinatari dei 6000 litri di liquido igienizzante prodotto del Politecnico di Milano: il prodotto, realizzato da alcuni volontari nei laboratori del dipartimento di Chimica, Materiali e Ingegneria Chimica “Giulio Natta” viene distribuito gratuitamente.
A Firenze, su iniziativa di don Alessandro Santoro, si sta dando vita alla costituzione di un fondo di solidarietà per i detenuti indigenti di Sollicciano: un segnale di attenzione e di cura per provare a intravedere la luce in fondo al tunnel.
Anche il mondo della tifoseria calcistica ha voluto inviare segnali di attenzione ai problemi che il mondo penitenziario si trova ad affrontare. I gruppi “Ultrapaz 1978” e “Ultras Tamburi” del Taranto nelle settimane scorse hanno donato 300 mascherine ai detenuti e al personale della casa circondariale cittadina, consegnate tramite i cappellani del carcere e l’associazione di volontariato “Noi e Voi Onlus”. Altra iniziativa del tifo organizzato quella degli ultras della Sampdoria “Tito Cucchiaroni”, punto di riferimento per i sostenitori di fede blucerchiata, che hanno donato 750 mascherine ai detenuti del carcere di Marassi.
Si deve infine all’Associazione contro le leucemie (Ail) e al Lions Club Rimini la raccolta in meno di tre giorni di duemila mascherine, donate al personale e ai detenuti della casa circondariale Casetti di Rimini.