L’omaggio delle detenute di Messina a Mina
per i suoi ottant’anni

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Stella, Teresa, Anita, Giacoma, Romina, Jessica, Vanessa, Rita e Margherita. Da nove detenute/attrici della sezione alta sicurezza del carcere di Messina, guidate dal regista Tindaro Granata, un omaggio a Mina, la cantante-simbolo della musica italiana che oggi compie 80 anni.

Lo spettacolo, E allora sono tornata (titolo liberamente tratto dalla canzone Tex-Mex, dall’ultimo album di Mina con Ivano Fossati) – di cui c’è stata un’anteprima nel dicembre scorso al Teatro “Piccolo Shakespeare”, all’interno della Casa Circondariale di Gazzi – sarebbe dovuto andare in scena sempre sullo stesso palcoscenico. Ma la fase di emergenza che il Paese sta vivendo, ha reso necessario lo slittamento delle date.

E così è stato deciso di far giungere a Mina, in segno di regalo e di riconoscenza per la sua straordinaria produzione artistica che non si è mai interrotta, un frammento dello spettacolo, una sorta di estratto del ‘dietro le quinte’ con gli interventi dell’attore e regista Tindaro Granata e Daniela Ursino, direttore artistico del “Piccolo Shakespeare” nonché ideatrice e organizzatrice di tutto il Progetto con l’Associazione D’aRteventi che presiede.

“Dedicandole il trailer dello spettacolo – racconta Daniela Ursino – vogliamo fare arrivare a Mina gli auguri delle detenute del Carcere di Messina. Si tratta di auguri particolari, sia perché provengono da un istituto penitenziario, sia perché provengono da donne che si sono messe in gioco e che stanno credendo in un percorso di rieducazione. Un augurio a tutti di rinascita”.

Le donne che hanno realizzato lo spettacolo sono in tutto 15, 9 le abbiamo citate e sono quelle che salgono sul palco, ma altre 6 sono impegnate nel progetto (costumi, audio e luci). “Tutte giovani – aggiunge Ursino – desiderose di riscatto, che si sono messe in discussione con se stesse prima, poi con le loro compagne di stanza, con il mondo dei loro affetti, consapevoli degli errori fatti. Donne che hanno dimenticato alcuni gesti semplici e quotidiani che oggi, con l’attività in teatro noi, attraverso la voce e le emozioni che riesce a trasmettere un gigante dell’arte come Mina, vogliono urlare anche loro… E allora sono tornata!”.

Tindaro Granata ha voluto raccontare le loro storie attraverso l’interpretazione in playback dei testi cantati da Mina. “Tindaro le ha volute dive a tutto tondo, luccicanti, truccate, con i tacchi, che in carcere non mettono mai – osserva Ursino -. I brani sono stati scelti dalle detenute, poiché, ognuna di loro, ha ritrovato un pezzo di sé, nella canzone interpretata e da lì, sono scaturite emozioni, autentiche e vere”.

Lo spettacolo su e per Mina rientra nel progetto “Il Teatro per Sognare”, nato tre anni fa al carcere Gazzi di Messina. Un progetto sostenuto dalla Caritas Diocesana di Messina e che, spiega ancora Ursino, “trova quotidianamente il supporto di Angela Sciavicco, direttrice dell’istituto penitenziario, Antonella Machì, comandante della Polizia Penitenziaria, Nicola Mazzamuto, presidente del Tribunale di sorveglianza, e degli educatori e del personale degli uffici e della squadra Manutenzione Ordinaria Fabbricati che aiuta anche alla realizzazione degli oggetti di scena”.