Dedicato alle donne: un’iniziativa culturale che coinvolge i detenuti
1 Aprile 2026
“Un’occasione per un saluto, un ringraziamento, un pensiero positivo per una donna già nota, o una tra le tante donne che non sa ancora di essere speciale, per un affetto che non c’è più, per una figura femminile che ha lasciato un segno indelebile nella storia, nella cultura, nello sport e nella nostra vita”. È presentato così il concorso letterario Scrivile, promosso dall’Associazione Francesca Fontana, con il contributo di numerose entità territoriali e delle testate giornalistiche Il Resto del Carlino, Il Corriere di Romagna, e Cervianotizie.it. Giunto alla sua dodicesima edizione, prevede, per il 2026, una sezione speciale, riservata alla Casa Circondariale di Ravenna e alla Casa Circondariale di Forlì.
L’associazione promotrice spiega a gNews che si tratta di un concorso nazionale, aperto a tutti, che prevede diverse sezioni speciali: oltre alle carceri di Ravenna e Forlì, istituti di istruzione e case di riposo del territorio.
Alle prove letterarie è stata affiancata una sezione fotografica, che si è scelto di non estendere ai partecipanti del carcere, per la particolare restrizione in cui vivono.
L’iniziativa all’interno del carcere è curata da Linea Rosa, organizzazione di volontariato, nata, oltre trentacinque anni fa, come centro antiviolenza per le donne di Ravenna, Cervia, e Russi. È dalla collaborazione con Francesca Fontana che nasce l’idea di coinvolgere gli ospiti degli istituti penitenziari nel progetto. Il rispetto per le donne e il valore culturale delle pari opportunità sono patrimonio delle due associazioni, che si è voluto condividere con i detenuti. Gabriella Morlotti, che coordina, per Linea Rosa, il concorso letterario all’interno delle due case circondariali, spiega a gNews che il coinvolgimento del carcere risponde all’esigenza di portare avanti, anche con la popolazione detenuta, l’opera di sensibilizzazione alla tematica della violenza di genere. Ricorda, a questo proposito, che “gli ospiti della Casa Circondariale di Ravenna furono i primi a mobilitarsi in occasione del femminicidio di Simona Adela Andro”, avvenuto, nella città romagnola, il 2 aprile del 2013.
Per la casa circondariale di Ravenna l’adesione all’iniziativa è stata avviata nel 2023, mentre per la struttura penitenziaria di Forlì il progetto è partito quest’anno, dopo un interessamento alle prime edizioni del concorso.
La partecipazione è aperta a uomini e donne, che, entro il 31 marzo, hanno potuto inviare poesie, racconti brevi, e lettere, sia in italiano, sia in dialetto romagnolo, con traduzione in italiano, a fronte. A ogni partecipante è stato consentito di presentare due opere per tipologia. “Ho notato che affiorano diversi sentimenti in chi scrive, sentimenti che coniugano nostalgia per il passato, sensi di colpa e incertezza per il proprio futuro”, dichiara a gNews Stefano Di Lena, direttore del carcere di Ravenna. “Si tratta di sentimenti che sono filtrati attraverso il racconto del ruolo che, nella vita dei detenuti, hanno avuto le figure femminili”, prosegue il direttore. Di Lena testimonia che si tratta di scritti elaborati “con tratti di penna rapidi ma, allo stesso tempo, intensi”, scritti da cui emerge l’importanza che le figure femminili hanno avuto nella vita dei partecipanti.
A Ravenna partecipano solo uomini, trattandosi di un istituto detentivo maschile; a Forlì, al contrario, il programma prevede il coinvolgimento delle donne della piccola sezione femminile dell’istituto. La direttrice del carcere forlinese, Carmela De Lorenzo, racconta a gNews che “dall’analisi degli elaborati e delle dinamiche osservate durante il percorso emerge l’entusiasmo dimostrato dalle detenute, indice di un forte gradimento dell’attività proposta”. Anche Irene Ortoleva, educatrice dell’istituto penitenziario di Forlì, che segue il progetto come referente per l’area trattamentale, afferma che “l’iniziativa è stata molto apprezzata, all’interno del carcere, e accolta, dalle donne detenute, con partecipazione”.
Trattandosi di una sezione speciale, i detenuti di Ravenna e Forlì, gareggiano tra loro e riceveranno, ognuno, un attestato di partecipazione personalizzato. Per ciascuna sezione – poesia, racconto breve, lettera – sono previsti tre finalisti e un unico vincitore, benché la giuria si riserverà la possibilità di segnalare ulteriori autrici o autori meritevoli di attenzione.
Il progetto di partecipazione dei detenuti al concorso letterario prevede il supporto fattivo delle volontarie di Linea Rosa all’interno dei due istituti penitenziari. “Dal mese di gennaio ci incontriamo con cadenza settimanale con i detenuti”, ci racconta Gabriella Morlotti. Il percorso si articola in diversi momenti. “Nella prima fase abbiamo cercato di instaurare un rapporto di conoscenza e fiducia reciproca. Siamo poi passate, con l’ausilio di letture, immagini e condivisione di ricordi, alla scrittura degli elaborati”. Come riferisce, ancora, la coordinatrice dell’iniziativa, la redazione dei testi è sostenuta dalla “libertà di espressione”; la supervisione delle operatrici volontarie è “scevra da valutazioni di tipo scolastico”.
La direttrice del carcere di Forlì dichiara che si tratta di “un’esperienza significativa sia dal punto di vista educativo, sia sotto il profilo socio-riabilitativo”. Siamo di fronte, continua Carmela De Lorenzo, a “un processo graduale di consapevolezza e cambiamento culturale, utile a rafforzare l’autonomia personale”. Attraverso il percorso di scrittura guidata, vengono sviluppate “competenze espressive e riflessive” e si favorisce la “rielaborazione delle proprie esperienze personali”, dice ancora la direttrice.
Come testimonia ancora Stefano Di Lena, “nell’alternanza tra frastuono e silenzio, che caratterizza il corso della quotidianità penitenziaria, la scrittura consente ai detenuti di far emergere la propria dimensione personale, fornendo concreta dimostrazione di come quest’ultima sia la cifra irriducibile di ciascuno, pur in un contesto nel quale il rischio di spersonalizzazione è purtroppo ricorrente”.