Detenuti per il sociale
con le Cene galeotte
13 Dicembre 2018
Saranno lo chef Roberto Rossi e i detenuti della Casa di reclusione di Volterra i protagonisti della “Cena galeotta” prenatalizia che domani, venerdì 14 dicembre, apre la nuova edizione dell’iniziativa, ideata nel 2006 dalla direttrice dell’istituto, Maria Grazia Giampiccolo. “Presso la Fortezza, la costruzione medicea che ospita il penitenziario, – ci spiega Giampiccolo – ormai da 12 anni viene portato avanti il progetto delle Cene Galeotte che vede i detenuti impegnati, sotto la guida di chef affermati, nella preparazione di menu per incontri di alta cucina organizzati all’interno di una bellissima cappella non più adibita a luogo di culto”.
Il ricavato di ogni serata, che prevede un costo fisso di circa 35 euro a partecipante con 130 posti disponibili su prenotazione obbligatoria, viene destinato di volta in volta ad un progetto solidale. “Durante questi anni – racconta ancora la direttrice – sono stati raccolti circa 250mila euro che hanno finanziato diverse iniziative, molte delle quali a sostegno dei bambini del sud del mondo”. L’appuntamento del 14 dicembre, in particolare, contribuirà ad aiutare i bambini di Aleppo, in collaborazione con l’ospedale pediatrico Meyer di Firenze.
Unicoop Firenze ha appoggiato il progetto sin dalla sua nascita, sia contribuendo per l’aspetto economico, sia provvedendo alla fornitura delle materie prime e all’assunzione dei detenuti per i giorni in cui sono impegnati nella realizzazione dell’evento. Le ultime edizioni delle Cene galeotte, inoltre, vedono la collaborazione della Fondazione Il cuore si scioglie.
Questo percorso formativo, nasce con l’intento di favorire il reinserimento dei detenuti una volta terminata la pena o nei casi regolati dall’art. 21 in tema di semilibertà. “Oltre trenta partecipanti al progetto sono stati assunti da ristoranti del territorio. Uno di loro, ormai libero, ha aperto un’attività propria in un’altra regione. Quasi 15mila persone sono entrate nella Fortezza per partecipare alle serate evento cui, immancabilmente, desiderano ritornare per rivivere le emozione provate”, ha concluso Giampiccolo.