Detenzione domiciliare per tossicodipendenti, il ddl è legge
29 Luglio 2026
Una nuova legge per consentire ai detenuti tossicodipendenti di accedere alla detenzione domiciliare. La Camera ha approvato in via definitiva il disegno di legge con 153 voti favorevoli, 42 contrari e 82 astensioni.
Il provvedimento, fortemente voluto dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio, prevede una modalità differenziata di esecuzione della pena, che meglio si coniuga alle esigenze di cura per chi è dipendente da sostanze.
La legge introduce, nel Testo unico sulle leggi in materia di stupefacenti (d.P.R. n. 309 del 1990), la “detenzione domiciliare in casi particolari”. Presupposto per l’accesso è l’adesione a un programma terapeutico socio-riabilitativo residenziale o semiresidenziale. Possono accedervi tutti i soggetti condannati a una pena detentiva, anche residua e congiunta a pena pecuniaria, non superiore a otto anni.
A esprimere soddisfazione per il risultato raggiunto è la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. “Con un recupero verificato – sottolinea in una nota – viene eliminata la molla che spinge una fascia di persone a tornare a delinquere”. Inoltre, aggiunge la premier, la popolazione penitenziaria “verrà alleggerita dalla presenza di chi sceglierà il percorso in comunità”.
Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, durante il question time a Montecitorio, sottolinea che si tratta di un “provvedimento epocale”, destinato a persone “che noi abbiamo sempre considerato dei malati da curare piuttosto che criminali da punire”. La legge, prosegue il Guardasigilli, “coniuga da un lato la certezza della pena con il recupero del detenuto”.
Di “cambio di prospettiva importante” parla il viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto. “Il carcere mantiene rilevanza nel percorso di riabilitazione, quando necessario, ma non può essere l’unica risposta per chi ha una condizione certificata di dipendenza e manifesta la volontà di intraprendere un cammino di cura”, sottolinea Sisto.
“Una riforma storica” per il sottosegretario alla Giustizia, Alberto Balboni, che evidenzia in una nota il duplice obiettivo: “decongestionare gli istituti dal sovraffollamento e recuperare persone con condizione accertata di tossicodipendenza o alcol dipendenza che sono oltre un quarto dei detenuti totali”.