Digitalizzazione processi storici, riunione operativa sui nuovi progetti

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Prosegue l’impegno del Ministero della Giustizia per far conoscere ai cittadini italiani le storie, i responsabili, le vittime, le dinamiche e gli scenari delle tante stragi e dei tanti avvenimenti di sangue che hanno macchiato la storia del Paese. Si è svolta oggi alla Sala Livatino in via Arenula una nuova riunione del Comitato scientifico e tecnico istituito dal Protocollo d’intesa tra Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, Csm e Ministero della Giustizia per l’individuazione di progetti di digitalizzazione dei processi di interesse storico a cura della Rete degli archivi per non dimenticare. Durante l’incontro Cassa delle Ammende ha confermato la disponibilità a finanziare la realizzazione dei progetti, mentre si è discusso anche della possibile creazione di laboratori stabili e dell’eventuale previsione di risorse annue fisse appositamente stanziate per queste iniziative. L’obiettivo finale del lavoro è non disperdere il serbatoio di conoscenze e documenti riguardante i processi d’interesse storico che deve, anzi, essere recuperato, custodito e valorizzato. Un lavoro complesso che richiede, ancor prima di procedere alla vera e propria digitalizzazione delle carte, un percorso di messa in sicurezza, ripulitura, inventario, riordino, descrizione archivistica e sistematizzazione dei materiali a disposizione. L’obiettivo finale è, infatti, creare un patrimonio informativo e documentale non solo per gli addetti ai lavori (magistrati, studiosi o associazioni interessate) ma anche per tutti i cittadini comuni desiderosi di approfondire la conoscenza di fatti che hanno segnato la storia passata e presente del Paese, dal caso Moro alla strage di Bologna, dalla vicenda del Rapido 904 all’attentato di via dei Georgofili a Firenze.

Una volta digitalizzati, i documenti potranno essere consultabili per lo studio e l’approfondimento storico secondo quanto previsto dalla normativa vigente.  Durante il comitato tecnico, riunitosi oggi, si è fatto il punto sui progetti che potranno partire nei prossimi mesi. Il Ministero della Giustizia ha raccolto, infatti, le nuove proposte provenienti dal Tribunale di Milano e dalla Regione Toscana unitamente alla Procura della Repubblica di Firenze, e ha iniziato a pianificare il passaggio alla fase operativa,  garantendo apertura e interesse  rispetto alle sollecitazioni ricevute. Presto si riuniranno i sottogruppi del Comitato per valutare la fattibilità dei percorsi progettuali discussi oggi. Nei lavori di digitalizzazione vengono coinvolti anche i detenuti, appositamente formati e preparati, che possono così contribuire concretamente a salvare i faldoni processuali dall’usura e dal deterioramento causati dallo scorrere del tempo. Ad aprile proseguirà, inoltre, la formazione di alcuni detenuti del carcere romano di Rebibbia che lavoreranno, poi, al progetto di digitalizzazione di alcuni fascicoli del processo sul rapimento e l’uccisione di Aldo Moro (si tratta dell’unico progetto operativo già in corso di svolgimento).

Paolo Bolognesi, presidente dell’Associazione vittime della strage di Bologna, ha ricordato come anche grazie ai progetti di digitalizzazione si siano ottenuti risultati importanti, tra questi la riapertura delle indagini sui mandanti dell’attentato alla stazione del capoluogo emiliano.