E–Protect: spazio ai diritti e ai bisogni
dei minorenni vittime
di reati

FacebookTwitterWhatsAppEmailCopy Link

Si sono svolti oggi a Roma, nella sala convegni del Dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità, i lavori di presentazione del documento metodologico sulla “Valutazione individuale dei bisogni dei minorenni vittime di reato”, prodotto conclusivo del progetto E–PROTECT, cofinanziato dal programma Giustizia dell’Unione Europea condotto da Defence for Children International Italy, in collaborazione con i partner europei Law and Internet Foundation, coordinatore dell’iniziativa, Vienna Centre for Societal Security, Centrul Roman de Politici Europene, Kentro Erevnon Notioanatolikis Evropis Astiki Mi Kerdoskopiki Etaireia.

L’Ufficio II della Direzione generale del personale, delle risorse e per l’attuazione dei provvedimenti del giudice minorile del Dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità ha collaborato al progetto che costituisce una prima ricognizione degli interventi in materia di assistenza e protezione delle vittime di reato e raccoglie e diffonde le buone prassi attualmente in vigore.

“E’ ancora lunga la strada che abbiamo da fare tutti noi sul terreno della protezione e dell’accoglienza delle vittime oltreché della tutela dei loro diritti” ha esordito Gemma Tuccillo, capo del Dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità, che ha aperto la sessione dei lavori sottolineando la complessità della tematica trattata, per poi concludere che per la  realizzazione delle attività di sostegno “è importante che si sia profondamente convinti del valore imprescindibile della vicinanza e dell’attenzione ai diritti delle vittime, perché se non c’è una consapevolezza profonda di quanto il sostegno, l’attenzione, l’accoglienza e il riconoscimento del diritto delle vittime sia imprescindibile per loro come per tutto il sistema …. ogni discorso di centralità della vittima nel procedimento non avrà la reale efficacia a 360 gradi come quello che invece può essere un processo sinergico tra percorso dell’autore e percorso della vittima”.

Pippo Costella, direttore di Defence for Children, parla del documento come di un “manuale con la m minuscola, consapevoli del fatto che nessun manuale può determinare dei quadri di riferimento precisi a situazioni così complesse”.

“Parlare della vittima vuol dire parlare anche di noi, del nostro sistema” ha proseguito Pippo Costella “Esiste una relazione che è venuta fuori anche nelle consultazioni, una relazione molto forte tra il minore vittima di reato e l’autore. Se non consideriamo in modo complesso i diritti di quella vittima, è impossibile pensare di riuscire ad operare con l’autore di reato”.

Isabella Mastropasqua, dirigente dell’Ufficio II della Direzione Generale del personale, delle risorse e per l’attuazione dei provvedimenti del giudice minorile, ha evidenziato come la metodologia “rappresenta uno strumento utile agli operatori del diritto, della giustizia e dei servizi sociali e sanitari, per mantenere l’orientamento e il giusto equilibrio tra garanzie processuali e diritti dei minorenni, vittime di reato”.

Dopo la tavola rotonda su “L’applicazione in Italia della Direttiva 2012/29/UE che istituisce norme minime in materia di diritti, assistenza e protezione delle vittime di reato”, i lavori si sono conclusi con il saluto di Vincenzo Starita, Direttore generale del Dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità.

Allegati