E’ ufficiale: il modello “Mi riscatto per…” sarà adottato anche in Messico

Riccardo Turrini Vita Antonino De Leo Vincenzo Lo Cascio
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Il modello italiano di lavori di pubblica utilità per i detenuti Mi riscatto per Roma sarà implementato nel sistema penitenziario messicano. L’impegno è stato confermato ieri dai rappresentanti delle delegazioni di Italia, Messico e dell’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (UNODC) nel corso della Conferenza sui programmi di reinserimento sociale e sulle buone pratiche internazionali, che si è svolta sotto l’egida dell’UNODC nell’Aula del Senato della Repubblica messicana.

I componenti della delegazione del Ministero della Giustizia-Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria hanno formulato l’auspicio a non lasciarsi sfuggire una “grande occasione per raccontare al mondo come può cambiare una vita umana”. “Il vostro Paese è uno dei Paesi più belli al mondo e se potete dimostrare con azioni precise il cambiamento di una vita umana significa che questo può funzionare in tutto il mondo: se questo avviene in Messico, allora può essere replicato dappertutto”, ha detto il coordinatore nazionale della task-force per il lavoro di pubblica utilità del DAP, Vincenzo Lo Cascio, invitato dal rappresentante UNODC, Antonino De Leo, a illustrare le finalità del modello italiano. “È per questo che stiamo provando con molta umiltà a raccontare questa esperienza italiana che parla di reinserimento sociale, ma soprattutto di un nuovo modello di sicurezza. Per questo – ha poi sottolineato Lo Cascio – intendiamo partecipare insieme a voi a un programma che possa essere replicato in tutte le carceri del mondo”.

Il Rappresentante UNODC in Messico, da parte sua, ha definito il progetto italiano “un modello vincente, che permette concretamente il riscatto della persona” e ha garantito l’impegno e la disponibilità delle Nazioni Unite a farsi parte attiva nel suo processo di implementazione nel sistema messicano.

Parole subito raccolte favorevolmente tanto da Francisco Garduño, Capo dell’Amministrazione penitenziaria messicana, quanto dalla senatrice Patricia Mercado, che ha presieduto l’assemblea sostituendo il Presidente del Senato, la quale ha sottolineato come “mettere l’uomo al centro della riforma del sistema penitenziario messicano significhi andare nella direzione del recupero della persona alla società civile”.

L’impegno nato in questi due giorni di incontri fra le delegazioni di Italia, Messico e UNODC dovrà ora trasformarsi in realtà. Per questo, l’Ufficio delle Nazioni Unite si prepara a mettere a punto un documento in cui saranno individuate le forme di collaborazione e assistenza più adeguate a una prima sperimentazione del modello italiano di lavori di pubblica utilità in uno o più istituti penitenziari messicani. Nell’ottica di favorire tale studio, la delegazione del DAP si è offerta di ospitare in Italia il responsabile del sistema penitenziario dello Stato di Messico e un rappresentante dell’UNODC messicano per una ricognizione sul campo del modello di lavori di pubblica utilità avviato a Roma.