EL PAcTO, Bonafede: “Solo uniti si sconfigge la criminalità organizzata”

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“L’Italia è pienamente impegnata nell’attuazione di quanto previsto da EL PAcCTO. Si tratta di un’iniziativa di successo che anzi vogliamo ampliare. La condivisione di esperienze e prospettive è la strada giusta da percorrere per rafforzare l’impegno a favore dello Stato di diritto e della legalità internazionale”.

Con queste parole il Guardasigilli, Alfonso Bonafede, ha chiuso l’incontro, svoltosi nella Sala Livatino del Ministero della Giustizia, con le delegazioni dei Paesi aderenti al Programma di Assistenza contro il Crimine Transnazionale Organizzato (EL PAcCTO). Il progetto è promosso dall’Unione Europea e finanziato dalla Commissione Europea e il suo obiettivo principale è la lotta alla criminalità transazionale organizzata attraverso il rafforzamento di tutte le istituzioni responsabili di garantire la sicurezza e la legalità, in Europa e in 18 paesi dell’America Latina. Presenti all’incontro d’apertura della visita in Italia rappresentanti (tra cui diversi capi dei rispettivi Dipartimenti dell’Amministrazione Penitenziaria) di Argentina, Paraguay, Brasile, Uruguay, Portogallo e Spagna.

Bonafede ha sottolineato l’importanza dello sforzo comune in materia di assistenza penitenziaria e di cooperazione giudiziaria e di polizia: “I fenomeni criminali hanno sempre più natura transnazionale. E’ fondamentale neutralizzare il pericolo del rinsaldarsi di legami criminali in carcere. In questo è decisivo il ruolo della Polizia Penitenziaria. Siamo tutti impegnati, inoltre, per garantire un adeguato bilanciamento tra tutela dei diritti dell’individuo ed esigenze di prevenzione. Sono particolarmente orgoglioso del fatto che il regime carcerario speciale italiano (41 bis, ndr) sia oggetto di studio e interesse da parte di molti altri Paesi”.

A giugno è previsto un ulteriore incontro di programma nell’ambito dell’iniziativa El PAcTO. Per Giovanni Tartaglia Polcini, rappresentante del Componente penitenziario El PAcCTO, “la criminalità organizzata non conosce confini. Per questo è sempre più importante condividere conoscenze sulle modalità d’azione dei gruppi criminali così come sui processi di formazione degli operatori del sistema penitenziario e dei magistrati”.

I temi al centro dei diversi incontri previsti in questi giorni sono il reinserimento sociale dei detenuti, i regimi carcerari speciali e i rischi di nascita e proliferazione di sodalizi criminali all’interno delle strutture penitenziarie (problema particolarmente avvertito nei paesi latinoamericani).