Femminicidio, indennizzi più alti. Nel 2020 erogati 1,6 milioni di euro

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Gli orfani delle vittime di femminicidio potranno ricevere maggiore tutela: è entrato in vigore il regolamento che definisce l’erogazione dei fondi per borse di studio, iniziative per l’inserimento nell’attività lavorativa, aiuti economici in favore delle famiglie affidatarie e spese mediche e assistenziali.

Inoltre, nel 2020, sono già stati erogati indennizzi per 1,6 milioni di euro alle vittime dirette di reati intenzionali violenti, con gli importi aumentati grazie a un decreto interministeriale dello scorso novembre, fra Ministero della Giustizia, Ministero dell’Interno e Ministero dell’Economia e delle Finanze. Il provvedimento ha stabilito anche l’incremento degli indennizzi per gli orfani e i coniugi delle vittime di omicidio (passati da 7.200 a 50mila euro) e per gli orfani di genitore ucciso dal coniuge (da 8.200 a 60mila euro), più le spese mediche fino a 10mila euro.

“La legge sul cosiddetto Codice rosso rappresenta un passo importante nella lotta contro la violenza sulle donne, sia nella parte sanzionatoria (inasprimento delle pene e configurazione di nuovi reati) sia nella parte in cui punta alla prevenzione. Presto, analizzeremo i risultati del primo anno di vigenza della legge – ha scritto nella sua pagina Facebook il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede – ma lo Stato non deve fermarsi a questo. Quando si verifica un ‘femminicidio’ dobbiamo pensare a quei figli che rimangono orfani e la cui vita rimarrà segnata per sempre. Per questo, è diventato operativo il Regolamento per il sostegno agli orfani di crimini domestici e di reati di genere che definisce l’erogazione dei fondi per borse di studio, iniziative per l’inserimento nell’attività lavorativa, aiuti economici in favore delle famiglie affidatarie e spese mediche e assistenziali.

“Sono risultati di cui vado molto orgoglioso e per il cui raggiungimento mi sono sempre impegnato in prima persona – ha dichiarato il sottosegretario alla Giustizia Vittorio Ferraresi – Continueremo a essere vicini a coloro che subiscono violenze e ai loro figli, con la ferma volontà di assisterli sia nella prevenzione che nella ricostruzione delle loro vite, dopo aver subito il reato”.