Festa del Cinema, a Regina Coeli l’anteprima di “Noi, un po’ meglio”

Regina Coeli, Daniele Luchetti e Maria Chiara Giannetta presentano "Noi, un po' meglio", 20 ottobre 2026
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La Festa del Cinema di Roma entra nella piccola biblioteca della casa circondariale di Regina Coeli. Il regista Daniele Luchetti e l’attrice Maria Chiara Giannetta hanno presentato oggi pomeriggio, nell’istituto romano, “Noi, un po’ meglio”. Un’anteprima speciale per i detenuti, prima che il film approdi su Netflix il 29 ottobre.

La pellicola parla della storia di Simone – interpretato da Elio Germano – e Lucia, interpretata da Giannetta. I due si conoscono e si amano sin da subito, nonostante abbiano caratteri opposti e provengano da contesti familiari diversi. Lui, pompiere, “non si smuove” – lo definirà così la sua compagna in una scena del film -, è una persona apparentemente solida, e ha una famiglia “affollata” alle spalle, che non manca di influenzare le sue scelte. Lei, infermiera, è anticonvenzionale, ha un rapporto difficile con la madre ed è decisa a non avere figli, anche perché non può averne. La coppia decide di adottare un bambino, e la scelta fa emergere progressivamente tutte le incompatibilità caratteriali.

Carcere di Regina Coeli (Roma), proiezione del film 'Noi, un po' meglio'
Carcere di Regina Coeli (Roma), proiezione del film ‘Noi, un po’ meglio’ (foto Ministero della Giustizia)

“A quanto pare fa ridere più di quanto ci aspettavamo” dice Giannetta parlando con i detenuti prima della proiezione. “È una commedia che parla di coppia, di adozione, e rivedendolo ho tirato un sospiro di sollievo perché è un film che ti dice: ‘Guarda che non devi essere perfetto nella vita, anzi: non esserlo ti rende più umano'”, aggiunge.

Per Daniele Luchetti è la prima volta a Regina Coeli: “Prima abitavo qui vicino, ma non ci sono mai venuto”, dice; che è il grande paradosso del carcere nel cuore di Roma. Il regista parla ai detenuti delle sue origini – viene da una famiglia popolare, la gran parte dei componenti viveva a Ostia – e mette in parallelo il suo retroterra – così simile a Simone, protagonista maschile del film -, con il modo di vivere fuori dagli schemi di Lucia. “Due persone possono convivere, possono avere un loro modo di trovarsi a metà strada? Questo è uno dei temi del film: cercare di capire se i diversi si possono incontrare. La risposta per me è ‘sì’; cosa esce fuori lo vedrete attraverso il film”, dice il regista.

La pellicola induce a scavare dentro la relazione tra i personaggi, e anche nella relazione che ciascuno ha con se stesso. Lucia, così indipendente, scopre di portarsi dietro un lutto emotivo per l’impossibilità di avere figli. Simone, così deciso ad averne, scopre di volerli più per pressione sociale che per un reale desiderio di paternità. Anche qui, tentare di incontrarsi, è la chiave di tutto. “Basta che facciamo le cose a modo nostro”, “un pezzetto alla volta”, è lo scambio tra Lucia e Simone a un certo punto del film.

Da destra: la direttrice di Regina Coeli Claudia Clementi e la capo area educativa Elena D’Angela

“Le tematiche trattate ci riguardano tutti e so che per voi, in particolare, sono difficili da affrontare: siete lontani dalle vostre famiglie, spesso il rapporto coi figli dev’essere recuperato”, dice la direttrice di Regina Coeli, Claudia Clementi, rivolgendosi ai detenuti. Poi la riflessione va sul titolo della pellicola. “Credo sia lo slogan che possiamo adottare per questo istituto – prosegue Clementi -. Questo è un mondo fatto di persone diverse, ognuno con le proprie caratteristiche, ognuno da un Paese diverso, con una storia di vita diversa e carattere diverso. ‘Noi, un po’ meglio’ è uno slogan per tutti quanti noi: non c’è bisogno che diventiamo altri, ma possiamo sempre migliorarci”.