Festa del Foglio, Nordio: “La legge italiana, principio non negoziabile”

Festa del Foglio, Firenze 10 ottobre 2026
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“Dopo l’esito del referendum, ci siamo dedicati all’efficientamento della giustizia e anche grazie alla collaborazione della magistratura, che ringraziamo, abbiamo raggiunto dei risultati non solo importanti ma quasi impensabili, superando tutti i piani e tutti i target del pnrr”, così ha esordito il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, rispondendo alle domande che gli ha rivolto Ermes Antonucci, oggi pomeriggio, sul palco fiorentino organizzato dal Foglio per la sua 10^ Festa dell’Ottimismo. E ha ricordato solo alcuni dei numeri importanti per definire i traguardi raggiunti: “Nel settore civile abbiamo avuto una riduzione del 50% dei processi pendenti, mentre nel settore penale abbiamo registrato un calo del 38% rispetto al 2019”, e ancora “abbiamo stabilizzato più di 10000 persone nel settore della Giustizia e per la prima volta nella storia della Repubblica colmato o stiamo colmando l’organico proprio dei magistrati”.

Molti gli argomenti affrontati, dalla prossima elezione di un nuovo Csm al caso Garlasco. Su quest’ultimo, Nordio, affrontando il tema “in linea generale, perché un Ministro non può e non deve pronunciarsi”, e riflettendo sulle due assoluzioni e sulla successiva condanna “senza rifare il processo ex novo”, commenta: “Questa vicenda dimostra quanto sia non solo obsoleto ma anche contraddittorio e per certi aspetti irragionevole il nostro sistema processuale penale”.  Immediata la domanda sul sistema mediatico e la libertà di stampa – “sacra e inviolabile” rammenta il Ministro – “ma che, come nel sistema anglosassone, dovrebbe esserci un limite nei commenti che giornalisti, media, social possono fare nei processi”, pur riconoscendo che “i processi spesso sono così lenti e contraddittori che è impensabile che si possa far calare il silenzio prima che arrivi la sentenza definitiva”.

Non poteva mancare la domanda sulla ‘camera arbitrale islamica’ che dovrebbe occuparsi della “risoluzione delle controversie civili commerciali sulla base dei principi della sciaria” e assumere decisioni con effetto pari alle sentenze previste dal nostro ordinamento giuridico: “La legge italiana è un principio non negoziabile – ha affermato nettamente Nordio – e non può esistere un’alternativa civile o penale all’ordinamento italiano. L’idea che nel nostro sistema processuale possa essere introdotto un sistema alternativo ispirato, ma non solo, alla legge islamica o a qualsiasi altra fonte che non sia quella della Costituzione italiana è, posso dire, metafisica”.

Antonucci sollecita infine Nordio, a tempo scaduto, sulla riforma delle intercettazioni ferma in un Parlamento che è quasi in conclusione della legislatura: “Penso si debba fare una summa divisio tra i reati di mafia e terrorismo, che mettono a repentaglio i valori massimi di sopravvivenza dello Stato, sui quali non si può intervenire e sui quali deve prevalere l’interesse dell’indagine – precisa il Ministro -; per tutti gli altri reati, per i quali non è in ballo l’interesse dello Stato o l’incolumità collettiva, deve invece prevalere il garantismo individuale e non si possono consentire intromissioni nella vita individuale, nella segretezza delle conversazioni. La segretezza è il riflesso della nostra libertà,  devono quindi prevalere riservatezza e libertà individuale, che sono garantite dall’articolo 15 della Costituzione”.