Fiamme azzurre, Buonfiglio: “Date lustro alla maglia che portate”

Palestra del centro sportivo Fiamme azzurre - Foto del ministero della Giustizia
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Il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, li aveva inaugurati l’8 luglio scorso e in quell’occasione la presidente del Consiglio Giorgia Meloni aveva inviato un messaggio. Un’altra carica istituzionale, quella di Luciano Buonfiglio, presidente del Coni, ha visitato il 23 luglio gli impianti del Gruppo sportivo delle Fiamme azzurre di via di Brava a Roma.

Buonfiglio è stato accompagnato nella visita dal vice capo del Dap – Dipartimento amministrazione penitenziaria, Massimo Parisi, e dal direttore della Divisione IV – Gruppi sportivi del Dap, Irene Marotta, la quale ha illustrato a Buonfiglio, durante il percorso snodatosi tra la piscina olimpionica, la pista di atletica, il campo da calcio e i locali della palestra multifunzionale , gli sforzi compiuti dall’Amministrazione per rendere le strutture sportive della Scuola di formazione “Giovanni Falcone” un’eccellenza assoluta. Il presidente del Coni ha ringraziato per l’invito i vertici del Dap e si è complimentato più volte, sia per la modernità e la bellezza delle strutture che per la presenza di macchinari da palestra innovativi.

A margine del dialogo con Parisi e Marotta, che ha compreso anche un confronto sulle iniziative delle Fiamme azzurre per portare la pratica sportiva nelle carceri, Buonfiglio ha risposto ad alcune domande di gNews.

Palestra del centro sportivo Fiamme azzurre - Foto del ministero della Giustizia
Palestra del centro sportivo delle Fiamme azzurre – Foto del ministero della Giustizia

Come ha visto in questi anni lo sviluppo delle Fiamme azzurre prima da presidente della Federazione Canoa e Kajak, poi alla nascita della sezione canoa e kajak della Fiamme azzurre tra il 2007 e il 2008 e infine da presidente del Coni?

“Il gruppo sportivo delle Fiamme azzurre è un’eccellenza. Questo risultato viene dall’attenzione del direttore Marotta verso le diverse realtà sportive, dal suo impegno a fare in modo che atlete e atleti fossero messi nelle migliori condizioni possibili, anche attraverso la collaborazione con le strutture del Coni. Da presidente della Fick – Federazione italiana canoa e kajak e poi dalla presidenza del Coni ho visto trasferire oltre alla passione, che è di base nello sport, la professionalità e la cura del dettaglio in ogni singola iniziativa e progetto. Spesso mi confronto con il direttore affrontando e risolvendo problematiche nell’interesse dello sport italiano, delle Fiamme azzurre, ma soprattutto di atlete e atleti, che devono sempre dare lustro alla maglia, ai colori che portano”.

Il modello italiano dei corpi sportivi in divisa è applicabile anche ad altri sport, come l’arrampicata sportiva ad esempio?

“Credo che dobbiamo rispettare la ‘mission’ dei gruppi sportivi militari e di polizia, punto di forza delle squadre che partecipano alle Olimpiadi, che è investire sugli atleti delle discipline olimpiche tra le quali anche l’arrampicata sportiva. Abbiamo l’impegno a essere protagonisti nel mondo, perché lo Stato e il Coni investono molto in questi corpi sportivi e questi investimenti di fondi pubblici vanno ripagati, mettendo atlete e atleti nelle condizioni di arrivare all’eccellenza”.

Quanto un campione anche del passato può essere di stimolo ed esempio per il detenuto che sta compiendo il suo percorso di reinserimento in società?

“Tra le ragazze e i ragazzi ospiti degli istituti minorili meno del 10% ha praticato sport. Sarebbe quindi una bella iniziativa che atlete e atleti possano andare negli istituti per parlare della possibilità, dopo aver commesso un errore, di intraprendere una strada che può gratificare. Tutto questo è possibile se si rispettano le regole e si rispettano gli altri, non cercando scorciatoie e vivendo con passione il bene più bello che ci è stato donato: la vita”.