‘Fidati della pace’: rispettare i diritti per costruire il futuro
23 Ottobre 2025
Alla presenza di Cristiana Rotunno, vicecapo dipartimento Giustizia minorile e di Comunità, di Vincenzo Mannino, consigliere del ministro dell’Istruzione e del Merito, e di Anna Paola Tantucci, presidente nazionale della Ecole Instrument de Paix (Eip) presso l’auditorium della biblioteca nazionale “Vittorio Emanuele II” di Roma, si è svolta la cerimonia di premiazione del concorso nazionale ‘Fidati della pace’, nell’ambito del Protocollo di intesa con il ministero dell’Istruzione e del Merito, arrivato alla sua 53° edizione.
Indetto dalla Eip, associazione fondata nel 1968 a Ginevra dallo psicologo Jean Piaget, che promuove da oltre mezzo secolo i principi dell’educazione alla pace, dei diritti umani e della cittadinanza democratica, e dall’ente del terzo settore Italia Scuola strumento di pace, ogni anno valorizza e premia il lavoro di docenti e studenti indicando una tematica di riferimento, nel solco della tradizione dei Principi Universali di Educazione civica.
Tanti i ragazzi coinvolti da tutta Italia che concorrono nelle diverse sezioni, tra questi anche un gruppo di ragazzi provenienti da diversi servizi della Giustizia minorile che sono stati premiati nella sezione La voce del carcere.
Vincenzo Mannino in apertura ha ricordato che in Italia la pace è un valore costituzionale, sancito all’art. 11, e che il Paese ripudia la guerra come modo di risoluzione dei conflitti.
I ragazzi del penale si sono ritrovati a trascorrere una mattinata in uno dei luoghi simbolo della cultura italiana insieme a coetanei arrivati dalle diverse regioni italiane. La biblioteca Vittorio Emanuele II, nata come archivio e che oggi costituisce un polo significativo per la letteratura italiana del novecento, persegue l’obiettivo di valorizzare il patrimonio custodito e renderlo accessibile al maggiore numero di persone e anche la particolare sua architettura ne sottolinea la missione.
Anna Paola Tantucci, rivolgendo il pensiero ai 94 istituti scolastici che hanno partecipato al concorso ha ribadito che la scuola è e deve sempre essere al servizio dell’umanità gratuitamente, ponendo l’accento sulla convinzione che l’educazione è un pilastro per la costruzione della Pace.
Nel corso della presentazione che ha preceduto le premiazioni, Cristiana Rotunno ha ringraziato tutti gli operatori del settore che quotidianamente sostengono i ragazzi anche nella realizzazione dei prodotti presentati. “Forte è l’attenzione del dipartimento – ha proseguito – verso l’arte che coltiviamo come fonte primaria di aiuto e indirizzo, consentendo ai ragazzi di aprirsi. L’arte – ha concluso – accende la luce della rieducazione”.
Elio Pecora, poeta e scrittore e presidente della giuria per la sezione poesia, ha esortato gli adulti presenti a rivolgersi sempre ai ragazzi con parole semplici e chiare che devono corrispondere alle azioni messe in campo. Ha continuato consigliando agli educatori che il primo intervento pedagogico da rivolgere ai ragazzi dovrebbe essere quello di insegnar loro a comunicare i sentimenti. “La vera pace – conclude rivolgendosi ai ragazzi – arriva dall’accordo con noi stessi”.
Prima che le autorità lascino lo spazio alle premiazioni Angela Daniela Greco, direttore della scuola di formazione ‘Falcone’, saluta e ringrazia per l’invito ricevuto e per il lavoro svolto.

Partono le proiezioni dei video, delle poesie e dei racconti dei ragazzi che si alternano sul palco per ricevere le coppe. All’Istituto penale per i minorenni di Catania va il primo premio per il testo della canzone “Mi fido di te”, scelta come sigla del concorso accompagnata da immagini molto forti. A ricevere il premio, al posto dell’autore che non ha potuto partecipare, sua sorella emozionata e felice. All’Istituto penale per i minorenni di Acireale arriva il premio per la raccolta di poesie “Sotto un cielo di stelle”. Alla comunità ministeriale di Catanzaro viene assegnato il premio per il miglior video “Semi di futuro”, che rappresenta con vivacità la vita dei ristretti animati da speranza, il cui messaggio chiaro è che la libertà non si misura in metri ma in intensità, la libertà è poter sognare ancora la libertà di esprimersi. Nella sezione la voce del carcere, l’Istituto penale per i minorenni “Casal del Marmo” di Roma vince il premio speciale della giuria per il progetto “Lettere a Edith Bruck”,
La canzone del ragazzo premiato, ristretto nell’Ipm di Catania “Io mi fido della pace” utilizzata come sigla ha aperto le presentazioni della giornata, infondendo il tema della speranza, nonostante tutto. Il ritornello del pezzo che suona così: “… io mi fido della pace, mi fido della pace, basta città bombardate e magari questa vita a volte non ti piace, soldati morti a terra e tutto questo mi dispiace, ma dopo tutto ancora io mi fido della pace, mi fido della pace, basta persone ammazzate” sembra voler dare a tutti il giusto augurio: educare al pensiero e alla bellezza, spendersi sempre nel trasmettere saperi, può generare passioni e far sognare.