Bambinisenzasbarre, Petralia partecipa alla videoconferenza

Il capo del DAP Petralia in videoconferenza per Bambinisenzasbarre
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“Quello avviato da Bambinisenzasbarre è un percorso di particolare sensibilità, che nobilita non solo chi lo riceve, ma anche chi lo fa e che è stato grandemente apprezzato non soltanto nel nostro Paese. Con la firma della Carta dei diritti dei figli di genitori detenuti e la sua adozione come Raccomandazione europea, l’Associazione ha valicato i confini nazionali, ponendosi come protagonista di un’azione importantissima come il recupero del rapporto fra minori e genitori all’interno della realtà carceraria”.

Così il Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, Bernardo Petralia, ha aperto oggi pomeriggio la videoconferenza dal titolo “In attesa di carceri aperte, figli e genitori connessi”, organizzata dall’Associazione Bambinisenzasbarre onlus. L’iniziativa, conclusiva della campagna europea “Non è un mio crimine, ma una mia condanna”, è stata promossa dal network europeo COPE (Children of Prisoners Europe) di cui Bambinisenzasbarre è membro per l’Italia e nel Board.

Al centro del dibattito, il confronto fra responsabili istituzionali, esperti e operatori penitenziari sul tema del mantenimento della relazione figli-genitori detenuti, diritto rappresentato e tutelato dalla Carta, firmata nel 2014 dal Ministro della Giustizia, dalla Garante nazionale dell’Infanzia e dell’adolescenza e da Bambinisenzasbarre, diventata ‘Raccomandazione europea’ nel 2018 e successivamente sottoscritta dai 47 Stati del Consiglio d’Europa.

Alla videoconferenza hanno partecipato, fra gli altri, Gemma Tuccillo, capo del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità, la Garante nazionale dell’Infanzia e dell’adolescenza Filomena Albano, il Garante nazionale delle persone detenute o private della libertà personale Mauro Palma, la Past President della rete COPE Lucy Gampell e la presidente dell’associazione Bambinisenzasbarre Lia Sacerdote.