Firenze e Pisa, tra manualità e sostegno economico

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Il Cif – Centro italiano femminile – di Pisa, attivo sul territorio dal 1972, è presente da anni con attività di sostegno e animazione all’interno della casa circondariale “Don Bosco” di Pisa con un laboratorio di cucito creativo. Obiettivo dell’iniziativa è aiutare le donne ristrette a impiegare il tempo della detenzione in maniera formativa e trasformativa, insegnando loro a compiere lavori manuali di cucito, uncinetto e maglia, permettendo, quindi, di scoprire ed esprimere la propria creatività. Le sei volontarie dell’associazione si recano due volte alla settimana all’interno del laboratorio del carcere per sostenere le attività della circa dodici detenute coinvolte.

Le creazioni vengono poi esposte e sono ordinabili nel negozio “L’Angolino” e anche su bancarelle sparse sul territorio pisano durante tutto l’anno e in particolar modo durante le festività natalizie. Negozio e bancarelle sono gestiti dalle volontarie del Cif con il supporto di alcune donne in regime alternativo alla detenzione. Il ricavato della vendita di questi manufatti artigianali come grembiuli, portaoggetti, bambole, è devoluto interamente alla detenute, che hanno svolto il lavoro, dando loro occasione di usufruire di un piccolo sostegno economico.

E’ possibile donare all’associazione e ordinare i prodotti del laboratorio scrivendo all’indirizzo email: info@cifpisa.com

Solo a qualche decina di km di distanza a Firenze nel 1995 nasce l’associazione Pantagruel, che ha l’obiettivo di seguire con volontari e volontarie le problematiche del carcere e del post-carcere, intervenendo negli istituti fiorentini – Sollicciano e Mario Gozzini – e nel periodo del reinserimento sociale. Le attività dell’associazione partono dai bisogni delle persone detenute espressi loro durante colloqui individuali e di gruppo con lo scopo, tra gli altri, di sostenere il desiderio di creatività.

Numerosi i progetti attivi che coinvolgono i ristretti sia dentro che fuori le due case circondariali, come “Educare con gli asini”. Questo progetto, iniziato nel 2009, vede oggi nel carcere di Sollicciano la presenza di due asinelle in un apposito spazio verde recintato. Scopo principale dell’iniziativa è rendere i colloqui fra i familiari, spesso con bambini piccoli, e i detenuti e le detenute rallegrati dalla presenza delle due asinelle. Altre importanti iniziative sono il “Progetto Bruno Borghi”, che sostiene l’attivazione di borse-lavoro destinate a donne detenute, che appena uscite dal circuito penitenziario non abbiano ancora trovato un impiego.

 

Photo credit – Davide Mandolini

Un’altra importante iniziativa che unisce sviluppo della creatività e possibilità di avere un sostegno economico è il progetto “La poesia delle bambole”, avviato nel 2001 con un corso di formazione all’interno della sezione femminile di Sollicciano. Durante le ore di formazione le operatrici insegnano a un gruppo di ragazze detenute a realizzare delle bambole in stile Waldorf, create solo con materiali naturali e seguendo regole precise. Sia per le donne detenute in misura alternativa che per le ex detenute attive nel laboratorio esterno di produzione, è prevista poi l’attribuzione di borse-lavoro. Sono più di 20 le donne detenute, che negli anni sono state impiegate in questo laboratorio esterno.

Queste bambole sono realizzate interamente a mano, con materiali naturali di prima qualità: pura lana cardata di pecora, lana filata, cotone, seta, pastelli a cera. Un’attenzione particolare è poi dedicata all’accostamento dei colori, all’armonia delle proporzioni e alla cura dei dettagli.

Fare una donazione e ricevere uno o più di questi manufatti artigianali è possibile solo online previa comunicazione via email o telefono per indicare gli articoli richiesti.

 

Nell’articolo precedente sul viaggio natalizio nelle cooperative gNews ha presentato la cooperativa Sapori di Libertà.