Firmato a Trieste accordo in tema di cooperazione penitenziaria

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Con la firma del Memorandum of Understanding tra Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria per il Triveneto e Iniziativa Centro Europea è stato aggiunto un importante tassello al processo di costruzione di una rete di soggetti pubblici e privati per il raggiungimento di obiettivi e strategie dell’Italia e dell’Unione Europea nell’ambito dell’esecuzione penale e in materia penitenziaria. Nella sede del segretariato esecutivo di CEI, a Trieste, il 3 maggio scorso il Provveditore Regionale Enrico SbrigliaRoberto Antonione, Segretario Generale Esecutivo, hanno siglato l’impegno per una linea di azione comune tra l’Amministrazione Penitenziaria e il forum intergovernativo di cooperazione regionale. “Con 17 paesi membri che oggi costituiscono l’importante organismo internazionale InCE, anche grazie alle attività già sviluppate nell’ambito della cooperazione giudiziaria e del capacity building,  si contribuirà ad ampliare scambi di conoscenze e buone prassi a livello internazionale, valorizzando l’operato del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria in contesti europei”, ha dichiarato il Segretario Generale Antonione. L’ obiettivo dei progetti è contribuire alla crescita della sensibilità sociale sui temi giustizia, carcere, recupero delle persone detenute e rispetto dei diritti umani, mediante l’estensione a ulteriori Paesi e realtà locali, regionali, nazionali e transnazionali, così come fortemente voluto dalla Commissione Europea.

L’opportunità di confronto con i partner dei consorzi sta consentendo di sperimentare servizi e soluzioni innovative e di favorire attività di ricerca e studio nei settori giustizia, sicurezza e riabilitazione. Come ha affermato il Provveditore Sbriglia, “le ormai riconosciute competenze del corpo di Polizia Penitenziaria, anche nell’ambito di indagini investigative e forensi, impongono un potenziamento delle risorse esistenti per migliorare le prassi in atto, crearne di nuove e stare al passo con le tendenze internazionali avvalendosi dei finanziamenti che l’Europa offre e che in passato hanno visto una incomprensibile indifferenza del nostro Paese, limitandone le opportunità di crescita della sensibilità e uniformità giuridica”.

In Senato è già stato presentato un disegno di legge per l’inserimento della Polizia Penitenziaria negli organismi interforze, per l’ ampliamento delle competenze delle sezioni di polizia giudiziaria del Corpo e per l’ istituzione di un Nucleo specializzato presso ogni Tribunale di Sorveglianza. Grazie ai fondi erogati dalla Commissione Europea e alle attività in corso da alcuni anni a Padova, ha già preso vita un primo embrione di sperimentazione volta a rafforzare le capacità operative della Polizia Penitenziaria , con l’istituzione del laboratorio di analisi forense penitenziaria, dotato di server per l’analisi dei tabulati telefonici, software di estrazione digitale di dati da dispositivi mobili e drone professionale.