Genocidio armeni, Nordio: “Un catalogo buio di omissioni”

Palazzo San Macuto, 7 maggio 2025 - Non ti scordar di me (foto ministero della Giustizia)
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Sono passati 110 anni dal genocidio degli armeni. Un’operazione di annientamento delle minoranze cristiane dell’allora Impero ottomano, che conta tra un milione e mezzo e due milioni di vittime. Tragedia spesso dimenticata e rievocata oggi, a palazzo San Macuto, nel corso dell’evento “Non ti scordar di me”. Ospite il ministro della Giustizia, Carlo Nordio.

“Quod non est in actis non est in mundo”: ciò che non esiste negli atti non esiste nella realtà. Citando il brocardo latino, il Guardasigilli pone l’accento sul “catalogo buio di omissioni” che caratterizza il genocidio degli armeni; “esistono pochissimi documenti, soprattutto visivi, di quanto è accaduto”, prosegue.

Il nome dell’iniziativa, “Non ti scordar di me” è il titolo del libro di Vittorio Robiati Bendaud, edito da LibriLiberi, con saggio introduttivo del giornalista Paolo Mieli, entrambi intervenuti all’evento. Libri come questo, aggiunge il Guardasigilli, “sono importanti e speriamo ci sia una continua opera di documentazione, perché quello che non è documentato rischia di essere dimenticato”.

Allerta alta, inoltre, per il passato che rischia di ripetersi. “Noi sappiamo che l’opera di sterminare popoli diversi – prosegue Nordio – c’è ancora; questo va affrontato con una solida difesa militare, ma anche con la consapevolezza di quello che è accaduto negli anni passati e che speriamo non riaccada più”.

Dopo i saluti istituzionali del presidente della Camera, Lorenzo Fontana, è intervenuto anche l’ambasciatore della Repubblica d’Armenia in Italia, Vladimir Karapetyan. A moderare l’incontro, i giornalisti Nicola Porro e Hoara Borselli.

Nel video proiettato durante l’evento che racconta la storia e l’oblio del genocidio degli armeni, un estratto dell’intervista al Guardasigilli nel suo studio di via Arenula.