Giochi della speranza, a Rebibbia la prima edizione

FacebookTwitterWhatsAppEmailCopy Link

Nella Casa circondariale “Raffaele Cinotti” di Rebibbia Nuovo Complesso si è disputata oggi la prima edizione dei “Giochi della speranza”. Questa piccola olimpiade, promossa dalla Fondazione Giovanni Paolo II per lo sport, dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e dalla rete di magistrati “Sport e Legalità”, ha inteso celebrare il valore educativo e rieducativo dello sport in ambito penitenziario, proprio in occasione del Giubileo degli sportivi che si svolgerà domani tra Piazza S. Pietro e Piazza del Popolo a Roma.

Tante le personalità istituzionali del mondo sportivo e della giustizia coinvolte o intervenute alla manifestazione. Fra queste, il nuovo capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria Stefano Carmine De Michele (in foto), il presidente del CONI Giovanni Malagò, il procuratore Sergio Sottani, componente della rete di magistrati “Sport e Legalità” e il presidente della Fondazione Giovanni Paolo II per lo sport Daniele Pasquini.

La scelta di Rebibbia, come primo istituto penitenziario a ospitare i Giochi, nasce dall’apertura della Porta Santa del Giubileo, lo scorso 26 dicembre, fortemente voluta da Papa Francesco proprio nel carcere romano. Un gesto senza precedenti del Pontefice ha rappresentato l’Amministrazione penitenziaria e la popolazione detenuta un segno di speranza e inclusione e, come ha sottolineato il Cardinal Baggio alla presentazione dell’iniziativa, ha ispirato gli organizzatori di “questa piccola olimpiade, una delle iniziative più belle nelle carceri di cui io abbia sentito parlare negli ultimi anni”.

La giornata ha avuto inizio di prima mattina, alle 8, con la cerimonia di apertura e i saluti istituzionali. Poi si è entrati subito nel vivo delle competizioni che, fra aree interne e zone esterne all’istituto, sono andate avanti fino alle 13, nonostante il sole e il caldo cocente.

Quattro le rappresentative in competizione – detenuti, poliziotti penitenziari, magistrati ed esponenti della società civile – che si sono confrontate in varie discipline sportive: dal calcio a 5 alla pallavolo, dall’atletica leggera al tennis tavolo, ma anche calcio-balilla e scacchi. Alla fine, la classifica a punti ha premiato la squadra della Polizia penitenziaria; secondo gradino del podio per la squadra dei magistrati, terzo posto per la rappresentativa dei detenuti e infine la squadra della società civile.

Al termine la cerimonia di premiazione per tutte le squadre e tutti gli atleti che hanno partecipato alle competizioni. Il capo del DAP, De Michele, si è complimentato con tutti per l’entusiasmo coinvolgente e ha ringraziato gli organizzatori annunciando che la prossima tappa dei Giochi che sarà nell’istituto femminile di Rebibbia: “E’ fonte di grande speranza vedere come persone che giocano insieme e che hanno percorsi e storie diverse riescano ad interagire in un piano di conoscenza reciproca e integrazione. Durante il gioco, infatti, affanni e preoccupazioni personali spariscono, basta che si rispettino le regole”.

A margine della premiazione ha preso la parola Manuel, in rappresentanza dei detenuti di Rebibbia, che ha voluto rivolgere un grande ringraziamento a tutti coloro che hanno permesso lo svolgimento della manifestazione, perché “ci hanno consentito di vivere questa giornata all’insegna dello sport. Per noi è stato importante interagire, svagarci e vivere qualcosa di diverso”.

L’idea è ora quella di creare un modello replicabile anche in altri istituti penitenziari per diffondere la cultura dello sport e valorizzarlo sempre di più come strumento di crescita personale e reinserimento sociale.