Un giorno d’autunno un protocollo La Carta spiegata ai ragazzi
23 Ottobre 2019“La principale preoccupazione dei ragazzi in carcere è quella di essere invisibili al resto del mondo. Quella di non contare nulla. È per questo che il confronto con i loro coetanei delle scuole del territorio e la presenza qui dei ministri della Giustizia, dell’Istruzione e della Ricerca e del presidente della Camera è stata oggi particolarmente apprezzata”. Così ha chiosato commossa a fine giornata Angela La Fortezza, minuta ed energica coordinatrice dell’area tecnica dell’Istituto penale per minorenni “Fornelli” di Bari.
In effetti il fatto che il presidente della Camera e due ministri trovino il tempo di recarsi nel piccolo ma efficiente IPM di Bari e che qui rinnovino il protocollo che li impegna a compiere questo singolare giro tra gli ultimi (i minori) degli ultimi (i carcerati) in tutta Italia, acquista in questi luoghi un sapore davvero speciale.
Già alle 10.00 di mattina i ragazzi dell’Istituto “Ettore Majorana” e del Liceo “Socrate” di Bari affollavano la grande palestra, posta alla fine dei due campi di calcio di cui è dotato il carcere. Con loro anche i trenta ragazzi ristretti. L’emozione era tanta, si aspettavano gli onorevoli Fico, Bonafede e Fioramonti che intanto, nel teatro dell’IPM, stavano firmando il protocollo alla presenza di tantissimi giornalisti.

A rompere il ghiaccio tra studenti e ragazzi dell’IPM ci pensavano questi ultimi con un rap, con una performance teatrale e soprattutto con una serie di toccanti brani di poesia scritti da loro. Veramente da brividi.
Da quel momento in poi i ragazzi si mischiavano e si sentivano solo racconti e risate fino al momento dell’arrivo dei “grandi”.
Le autorità c’erano proprio tutte, dal Capo Dipartimento della giustizia minorile e di comunità Gemma Tuccillo alle personalità civili e giudiziarie della città.
I ragazzi non si emozionavano e riempivano di domande i tre illustri contraddittori, i quali si prestavano volentieri al serrato interrogatorio. Molti gli argomenti seri affrontati come l’ambiente, la lentezza della giustizia, il futuro per chi esce dal carcere. I tre onorevoli esortavano soprattutto i ragazzi “fuori” a rispettare sempre le norme, e quelli “dentro” a non mollare, a rialzarsi e a credere nelle seconde opportunità.
Si apprendeva anche che l’onorevole Fico non ha una giornata tipo ma che ama molto presiedere i lavori della Camera; che l’onorevole Bonafede ha scritto un rap che non canterà mai; che l’onorevole Fioramonti è stato il primo ministro dell’istruzione che ha esortato i ragazzi a non andare a scuola per partecipare a una manifestazione.

“Ragazzi, al di là delle leggi che vanno rispettate, cercate il senso di giustizia che è presente certamente in ognuno di voi” ha concluso il Guardasigilli.
Una menzione particolare merita il successivo pranzo allestito in due sale adiacenti: la prima era stata predisposta per un leggero buffet a “km 0” servito dagli studenti dell’Istituto Majorana, in cui si potevano gustare i prodotti dolciari dei ragazzi dell’IPM; qui si respirava un’aria raffinata e tutti si spostavano con movenze eleganti parlando a bassa voce. La seconda sala era a stata imbandita con un pranzo pugliese a “kg 100” e ci si faceva largo in una calca tanto chiassosa quanto famelica.
Le ultime tre fotografie non possono non riguardare: l’efficienza del personale penitenziario tutto, civile e militare; gli occhi rossi di stanchezza degli onorevoli Fico e Bonafede al ritorno in aereo la sera. Lo stesso rosso, ma di emozione, che avevo visto la mattina negli occhi di Omar, dentro per piccoli furti, il quale voltandosi dopo aver fatto la domanda al Ministro mi aveva detto: “Oh, non ci credo… mi ha risposto”.
A volte da noi capita anche agli invisibili…

Giacomo Ebner è magistrato addetto al Dipartimento della Giustizia Minorile e di Comunità
Le immagini sono tratte da un video della Camera dei deputati realizzato da Michele Bertelli